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Cairo: “Inter, Milan e Juve non si sono comportate bene. Dimissioni Marotta? Assolutamente no”

Andrea Della Sala Redattore 
Della volontà di Inter, Milan e Juve di ridurre a 18 squadre la Serie A ha parlato a La Gazzetta dello Sport il presidente del Torino

Dell'assemblea di Lega di ieri e della volontà di Inter, Milan e Juve di ridurre a 18 squadre la Serie A ha parlato a La Gazzetta dello Sport il presidente del Torino Urbano Cairo:

Presidente Cairo, è corretto dire che il diritto d’intesa al quale la Serie A non vuole rinunciare e il no al passaggio a un campionato a 18 formazioni sono state le principali decisioni, quelle che lasceranno il segno per il futuro?

«L'assemblea ha confermato con una maggioranza schiacciante, 16 voti a 4, sia la volontà di mantenere il diritto d’intesa sia il format a 20 squadre. Anche perché, se andiamo a vedere i campionati più importanti d’Europa, cioè quello inglese e quello spagnolo, pure lì sono 20: è questo il format che funziona. Quell’incontro in Figc delle tre squadre (Juve, Inter e Milan che rappresentavano pure la Roma, ndr ) non è stato molto ben visto perché la Lega è giusto che abbia una sua compattezza, che eserciti i diritti conseguenti al fatto che mantiene tutto il calcio italiano. È giusto che la Serie A abbia una sua autonomia e che conservi il diritto d’intesa. Le tre grandi dicono che sono andate a parlare con Gravina perché è il vice presidente della Uefa, ma è il timing a essere stato totalmente sbagliato».

Questa spaccatura con Inter, Milan e Juve vi preoccupa?

«Non c’è spaccatura tra noi e loro: hanno avuto un atteggiamento sbagliato. Lo penso io, ma lo ritiene anche il resto dell’assemblea. Essendo la Serie A un’associazione di 20 squadre, è giusto che ci sia un rispetto reciproco. Mi spiace dirlo perché ho rapporti buoni con Marotta, Scaroni e tutti loro… però non è stato bello».


Ciò che è successo può compromettere la fiducia in chi rappresenta la Serie A in Consiglio Federale (Marotta, ndr )?

«Non lo so, di questo oggi non se n’è parlato. Chi è in Consiglio Federale non deve rappresentare se stesso, ma tutta la Serie A. E questo vuol dire rappresentare i diritti e le idee dei venti club. Nessuno è in Consiglio Federale a titolo personale».

Qualcuno ha chiesto le dimissioni di Marotta?

«No, assolutamente no. Almeno io non ho sentito nulla di tutto ciò».

Come è stato il clima in assemblea?

«Direi cordiale e senza toni alti, ma quella che hanno voluto fare è sembrata... una Superleghina (sorriso, ndr ). L’altra era la Superlega, questa è la Superleghina».

Cosa pensa delle riforme richieste dalla Lega?

«C’è un documento importante, molto articolato e ricco, fatto con il contributo di tutte le squadre, comprese quelle che sono andate in settimana da Gravina. Anche loro hanno lavorato a un documento che è espressione di tutte le venti squadre».

 

 


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