Mourinho: "Inter? Ecco perché scappai il 22 maggio! Real voleva firmassi prima della finale ma io..."
Netflix ha lanciato oggi la serie con protagonista Jose Mourinho. L'ex allenatore dell'Inter ha raccontato anche la sua esperienza in nerazzurro culminata col Triplete: "Quanto desideravo la panchina del Barcellona? Quanto quella dell'Inter: ambivo ad un top club e basta. L'inizio all'Inter è stato complicato perché la rosa era vecchia e molti calciatori over 30 avevano contratti pesantissimi. Li facevo sentire indispensabili anche se non giocavano sempre. Figo, Zanetti, Cordoba, Materazzi: la vecchia guardia era incredibili, avevano ancora voglia di realizzare sogni col club che amavano profondamente. E' stato un onore aiutarli a realizzare quel sogno: erano un gruppo fantastico. Seguivano un copione: io lo scrivevo, ma loro andavano in campo. Trovavamo la soluzione insieme: era perfetto.
La Champions? In Europa serve qualcosa di diverso: devi salire di livello, è quella la sfida più grande. Per vincerla devi avere tutto e noi nel 2008-09 non l'avevamo. Ibra al Barça? Perdere il nostro giocatore più importante fu un duro colpo: uno dei miei assistenti in lacrime disse "senza di lui siamo morti". Sapevamo cosa ci serviva: una squadra veloce e un giocatore creativo. Moratti fu incredibile in quella trattativa: invece di cedere Ibra solo per soldi, portò a casa quelli ed Eto'o. La sconfitta è solo l'inizio di un percorso vittorioso: perdere con lo United è stato l'inizio del percorso. Il mio compito all'Inter non era ancora finito".
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