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Bergomi: “Inter, ora c’è più serenità. Calhanoglu emblema del bel gioco. Inzaghi…”

Bergomi: “Inter, ora c’è più serenità. Calhanoglu emblema del bel gioco. Inzaghi…”

L'intervista rilasciata dall'ex capitano e calciatore dell'Inter Bergomi ai microfoni de' Il Giornale sui nerazzurri e non solo

Alessandro De Felice

La Serie A è in vacanza ma al giro di boa è già tempo di primi bilanci. Ai microfoni de' Il Giornale, l'ex capitano e difensore dell'Inter Giuseppe Bergomi ha analizzato il campionato italiano, concentrandosi principalmente proprio sulla squadra di Simone Inzaghi, in vetta alla classifica al termine del girone d'andata.

"Nel calcio come nella vita ci sono alti e bassi. Milan e Napoli sono partiti molto forte con l'Inter che faceva un po' più di fatica. Poi tra infortuni, soprattutto tra le fila di rossoneri e azzurri, e Inzaghi che ha trovato la quadra è venuta fuori la reale forza dell'Inter. Ad oggi sono stati i nerazzurri a rubare l'occhio in tutti i sensi anche se è difficile dare un parere definitivo dato che le tre citate più l'Atalanta mi sembrano le più strutturate per giocarsi fino alla fine il titolo".

L'Inter è comunque la sua favorita?

"A inizio anno no, devo essere sincero. Inzaghi sta facendo un grandissimo lavoro, è stata una sorpresa dato che non era facile sostituire giocatori del calibro di Eriksen, Lukaku e Hakimi. Sotto l'aspetto estetico mi piace di più rispetto all'anno scorso, porta tanti uomini in avanti, attacca molto e ha un gran bel gioco. Mi ha sorpreso maggiormente in positivo ma anche per la bellezza del calcio che esprime. Calhanoglu è l'emblema di come l'Inter giochi bene: lui è sempre stato forte balisticamente ma vederlo ora andare anche a contrasto e recuperare palloni ti fa capire la grande mentalità dell'Inter. Ad oggi l'Inter sembrerebbe la favorita ma quest'anno con il calendario asimmetrico può cambiare tutto dato che l'Inter nelle prime sei giornate avrà quattro scontri diretti, più una sfida di Coppa Italia e la Supercoppa Italiana: se riesce a superare indenne questo periodo allora si potrà dire che è la grande favorita".

La Juventus è invece attardata: dove può arrivare?

"Rientrerà sicuramente in corsa per un posto in Champions League. Hanno cultura, mentalità vincente e un allenatore intelligente che ha capito cosa doveva fare per portarsi a casa un risultato in questo momento di difficoltà. I bianconeri nonostante tutto sono a quattro punti dalla zona Champions. Questo è un campionato strano: l'Inter rischiava di andare a meno 10 al derby e contro il Napoli mentre ora è a più 4 sul secondo posto e a più sette dal Napoli. Tutto è aperto e queste cinque squadre si giocheranno i primi cinque posti, vedo più attardate le romane mentre la Fiorentina e Italiano meritano tanti complimenti".

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Come vede Juventus e Inter in Champions League che affronteranno rispettivamente Villarreal e Liverpool?

"La Juventus di oggi non so se si porterà così facilmente a casa la qualificazione ma tempo di febbraio può cambiare tutto. I bianconeri sono più forti degli spagnoli in termini di rosa e di qualità, vedremo. Il Liverpool è una squadra fortissima, che rischia molto e con loro o prendi l'imbarcata o passi il turno. Serve una partita coraggiosa, se pensi solo a difenderti non ce la fai. I Reds sono la mia squadra del cuore in Inghilterra, la seguo e molto spesso sono anche presuntuosi a livello difensivo. Penso che bisogna avere coraggio e l'Inter se la potrà giocare anche se il Liverpool resta favorito".

Eppure l'Inter nel primo sorteggio aveva pescato l'Ajax: sarebbe stato più facile?

"Sarebbe stato meglio prendere l'Ajax, perché è una buona squadra ma non è a livello del Liverpool. Poi, sbagliare un sorteggio nel 2021 non si può vedere, di chi siano le responsabilità non lo so ma sicuramente è stata una brutta cosa da vedere".

Quali giocatori l'hanno stupita maggiormente in questa prima parte di stagione?

"Davanti sicuramente Vlahovic, lo conosco bene fin dal suo arrivo in Primavera a Firenze, è davvero un fenomeno. In difesa mi piace molto Bremer del Torino, è forte fisicamente, veloce e non ha paura dell'uno contro uno. In mezzo al campo sicuramente Frattesi è la vera rivelazione di questa prima parte del campionato. Faccio questi nomi perché mi sembrerebbe scontato dire Brozovic o altri. Un altro che mi sta piacendo molto è Tonali che ha fatto salto di qualità".

Tornando all'Inter: cosa ne pensa della situazione societaria e delle continue voci sul futuro?

"Erano in difficoltà, hanno saputo navigare nel mare in tempesta, hanno fatto mercato intelligente in base alle loro risorse e stanno facendo bene. Ora gli stipendi vengono parlati regolarmente, sembra essere tutto in ordine e mi sembra ci sia più serenità rispetto all'anno scorso. Detto questo, se mai ci sarà una cessione della società sarà fatto per il bene dell'Inter".

Secondo lei Lukaku e Conte sono pentiti di aver lasciato l'Inter?

"Non lo so, la vita è fatta di scelte. Se poi hanno dei rimpianti questo non te lo so dire. Conte dove va sistema subito le cose, lo si vede già ora al Tottenham. Con Lukaku il Chelsea è diventato ancora più forte però questo non vuol dire che poi si vinca ugualmente. Lui qui a Milano ha fatto due anni alla grande, era osannato ma poi ha fatto altre scelte. Non so sinceramente se si sia pentito o meno".

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Una vecchia conoscenza dell'Inter e del calcio italiano come Mauro Icardi potrebbe tornare in Italia con Milan e Juventus in pole position: lei cosa ne pensa?

"Dipende che cosa vuole una società. Il Milan prende Ibrahimovic e Zlatan ti fa salire subito il livello di tutti gli altri perché vuole vincere. Se prendi Icardi sai che sicuramente farà gol e farà il suo ma sai anche che non sarà un uomo squadra. Lukaku era uomo squadra, trascinava i suoi compagni. Icardi è sicuramente un grande bomber e potrebbe far comodo a Juventus e Milan ma non è un leader carismatico e quando l'Inter lo cedette per puntare su Lukaku ero certo che i nerazzurri avrebbero fatto il salto di qualità come poi è avvenuto".

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