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Volete boicottare il Var? Ditecelo subito. Chiellini sconcertante: complotti solo in Europa?

L'editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: dalle parole di Ceferin a quelle di Chiellini. Polemiche infinite tra Var e Pallone d'Oro

Alfio Musmarra

In queste ore Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, nel corso di un'intervista al Daily Mirror ha parlato dell'evoluzione del Var.

“Sul fuorigioco le linee sono tracciate dagli addetti al Var, quindi è un disegno un po’ soggettivo su qualcosa di oggettivo. La nostra proposta, ne discuteremo con la divisione arbitri, sarà di mantenere una tolleranza di 10-20 centimetri”.

Ma come – dico io – su una delle poche certezze in questo mare magnum di confusione andiamo a mettere le mani? Allora lo facciamo apposta, basta dirlo. Perché ora come ora le uniche certezze assolute rimaste sono la goal line tecnology e il fuorigioco 3D. Nient’altro, perché sul resto, soprattutto sul fallo di mano siamo nel campo della confusione più totale e riprendo spunto dall’editoriale della scorsa settimana.

Proprio in questo senso lo stesso presidente Uefa ha raccontato un aneddoto molto interessante che offre lo spunto sul quale lavorare: “Abbiamo avuto alla Uefa i migliori allenatori due settimane fa, a Nyon. Il nostro capo degli arbitri, Roberto Rosetti, ha mostrato un'azione chiedendo se fosse fallo di mano. La metà della stanza ha detto di sì. L’altra metà ha detto di no. Questo dice tutto su quanto è chiara la regola. È un casino”.

Ma proprio perché è un casino, prima di renderle effettive non si è pensato a snellire il tutto? A semplificare? O forse è più conveniente mantenere un clima di incertezza per lasciar decidere come sempre agli arbitri che si vedrebbero depotenziati?

L'assurdità del fallo di mano

Sempre Ceferin ammette candidamente di non essere "mai stato un grande fan del Var. I guardalinee non si preoccupano nemmeno di alzare la bandierina. Aspettano, aspettano, aspettano. I giocatori? Non festeggiano. Ora aspettano prima il Var. E come ho detto, nessuno può spiegare cosa sia fallo di mano e cosa no. Che cos’è intenzionale? L’arbitro non è uno psichiatra per sapere se l’hai fatto apposta o no”.

Quindi che si fa? No perché così mi pare palese che tanto vale fare un passo indietro e rivedere tutto dall’inizio.

Perché non togliere il VAR e mettere una semplice moviola? Perché non piace il termine? Perché è troppo semplice? Perché? In cabina di regia due arbitri, magari due ex calciatori e o allenatori e stop. Gli errori vengono rivisti all’istante e si interviene. Sul fallo di mano si scelgono delle linee semplici: se il braccio è attaccato al corpo non è mai rigore, se è staccato è rigore. Se il pallone tocca prima un’altra parte del corpo e poi finisce sul braccio non è mai rigore. In caso di distanza ravvicinata o non è mai rigore oppure è sempre rigore. Se ogni volta serve un calcolo d’integrale sull’ampiezza del braccio con la proiezione ortogonale per capire se è sopra la spalla oppure no, entriamo in un ordine di valutazione nel quale servono degli ingegneri per decidere non dei semplici arbitri.

Se un gol è viziato da un fallo, si torna indietro a prescindere che sia rigore o no. Perché trovare sempre dei cavilli per intorbidire un sistema già di per sé troppo complicato?

Mi sembra molto strumentale come cosa sinceramente ed ho la netta sensazione che più si va avanti e più si cerchi di complicare le cose piuttosto che semplificarle.

Le parole di Chiellini

Detto questo sono rimasto sconcertato dalle parole del dottor Chiellini in merito alla mancata vittoria del pallone d’oro di Cristiano Ronaldo, totalmente sconcertato.

Il difensore della Juventus ha commentato così la vittoria di Leo Messi: “Il furto a Cristiano Ronaldo è stato lo scorso anno, non questo. Il Real Madrid ha deciso di non farglielo vincere. E’ stato palese. Modric non era nemmeno nel suo migliore anno..” .

Non sono bastate le tremende immagini in mondo visione dove Chiellini fuori di senno urlava ai giocatori del Real ‘you pay, you pay’, lasciando chiaramente intendere di aver corrotto l’arbitro reo a suo modo di aver concesso nel finale di partita un rigore al Real Madrid peraltro netto.

Come se non bastasse Chiellini che accusa apertamente il Real Madrid di aver corrotto la giuria per far perdere il pallone d’Oro a Cristiano Ronaldo, gli ha fatto eco anche il direttore sportivo Paratici, che nella querelle tira in ballo anche il Barcellona.

In sostanza il dirigente bianconero sostiene che il Pallone d’Oro non è andato a Cr7 perché Real e Barcellona condizionano i giudizi dei giornalisti sportivi.

Una teoria del complotto che in Italia però è stata sempre rigettata dal club bianconero, depennata come la scusa dei perdenti, di quelli che non sanno vincere e si attaccano agli arbitri. Con queste dichiarazioni però hanno legittimato di fatto tutte le squadre che in Italia a turno si lamentano per gli avvenimenti che accadono sistematicamente sui campi di calcio.

Perché urlare al complotto quando non vinci, legittima gli altri a fare altrettanto quando vinci tu e perdono gli altri, soprattutto quando le decisioni arbitrali sono sistematicamente da una parte. Perché non è possibile che nel dubbio la scelta propenda sempre da una parte. È una questione puramente statistica.