Conte: “Restrizioni fino al 3 maggio. Vi faccio una promessa. Dal 14 aprile riaprono…”

Le parole del Presidente del Consiglio

di Redazione1908

Intervenuto in conferenza stampa da Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha annunciato il prolungamento del lockdown in tutta Italia a causa dell’emergenza Coronavirus:

LOCKDOWN FINO AL 3 MAGGIO – “Prolunghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio. Una decisione difficile, ma necessaria, di cui me ne assumo la responsabilità politica. E’ una decisione che ho assunto dopo vari incontri: con la squadra di ministri, con gli esperti del comitato tecnico-scientifico, con le regioni e le provincie, con i sindacati e le imprese, con le associazioni di categoria. Il comitato ci ha dato una conferma: i segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti. Ci sono indicazioni che le misure adottate dal governo stanno funzionando. Stiamo ricevendo importanti riconoscimenti. L’OMS ha detto che l’Italia è un esempio per gli altri Paesi. Proprio per questo non possiamo vanificare tutto. Se cedessimo adesso, tutti i risultati positivi fin qui ottenuti andrebbero persi e dovremmo ripartire da capo, con aumento di decessi e vittime“.

ANCORA UNO SFORZO – “Dobbiamo mantenere alta l’attenzione, anche ora che siamo prossimi alla Pasqua. Lo dobbiamo fare per il 25 aprile e il primo maggio. L’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela. Dipende dal nostro comportamento. Dobbiamo compiere questo ulteriore sforzo e continuare a mantenere le distanze, anche ora che siamo in periodo di festa. Questo provvedimento vale anche per le attività produttive. Prima viene la salute, ma cerchiamo di tenere a cuore tutte le attività produttive. La nostra determinazione è di allentare il prima possibile le misure per tutte le attività, per permettere al Paese di ripartire il prima possibile“.

PROMESSA – “Vi prometto che, se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni per allentare le misure, cercheremo di provvedere di conseguenza“.

RIAPRONO ALCUNE ATTIVITA’ – “Dal 14 aprile riapriamo cartolibrerie, librerie, negozi per bambini. Apriamo anche qualche altra attività: la silvicoltura, il taglio dei boschi. Dobbiamo consentire che vengano forniti i combustibili solidi. Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo aspettare che il virus scompaia del tutto“.

NUOVE LOGICHE – “E’ un programma articolato e organico. Dovendo convivere con il virus, lavoriamo su un programma che poggia su due pilastri: l’istituzione di un gruppo di esperti e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ci avvarremo di un gruppo di esperti con varie professionalità. Dialogherà con il comitato tecnico-scientifico in modo da avere la possibilità di modificare le logiche del lavoro. Dobbiamo creare nuovi modelli organizzativi, che tengano conto della qualità della vita. Presieduto da Vittorio Colao. La raccomandazione, a tutti i responsabili delle aziende, è di approfittare di questo periodo per sanificare i luoghi di lavoro e predisponendosi già da ora per le nuove misure. E’ un protocollo che aggiorneremo e che abbiamo già diffuso nella precedente versione. Il nostro obiettivo sarà sempre contenere l’indice di contagio. Non possiamo permetterci una ricrescita della curva di contagio. Dobbiamo ripensare alle logiche dei trasporti: come incentivare gli spostamenti che non creano assembramenti“.

EUROBOND – “L’Europa sta affrontando una situazione mai vista in tempi di pace. Le stime dicono che ci vorranno 1.500 miliardi di euro per fronteggiare questa emergenza. E’ la più significativa che l’Europa e il mondo stanno affrontando dal dopoguerra. Nel USA l’aiuto pubblico è già sui 2000 miliardi. Numeri mai visti in tempo di pace. Le proposte messe sul tavolo sono un primo passo verso una risposta europea. Il Ministro Gualtieri ha fatto un gran lavoro. E’ un primo passo che l’Italia giudica ancora insufficiente. Occorre lavorare ancora per costruire qualcosa di ancor più ambizioso. La principale battaglia è l’istituzione di un fondo che deve essere finanziato con una vera e propria condivisione dello sforzo. I famosi eurobond. Deve avere una potenza di fuoco adeguata a un’economia di guerra. Il fondo deve essere disponibile subito. Lo sto dicendo a tutti: se arriveremo tardi sarà insufficiente. Le proposte dell’eurogruppo contengono un nuovo strumento: lo schema assicurativo europeo per la disoccupazione. Un fondo europeo per la cassa integrazione che metterebbe a disposizione degli stati la somma non indifferente di 100 miliardi. Un potenziamento anche della Banca Europea degli Investimenti, che attiverà 200 miliardi di investimenti. Il nostro strumento è l’Eurobond, il più adeguato all’emergenza. Condurremo la nostra battaglia fino alla fine“.

MES – “L’eurogruppo propone una nuova linea di credito senza condizionalità, tranne quella destinata alla spesa per la sanità collegata allo strumento già esistente, il MES. Vedo che in Italia si è levato un dibattito legittimo e vivace. Il Governo troverà l’opportunità per informare tempestivamente il Parlamento”.

SALVINI E MELONI, MENZOGNE – “E’ importante che questo dibattito si sviluppi con chiarezza, senza falsità. Il MES esiste dal 2012, non è stato attivato la scorsa notte, come falsamente dichiarato da Salvini e Meloni. Questo Governo non lavora con il favore delle tenebre. Questo Governo parla con chiarezza. Se ha qualche proposta, la porta guardando negli occhi gli italiani. Su richiesta di stati membri, non dell’Italia, l’Eurogruppo ha lavorato a questa proposta. L’Italia non ha firmato alcuna attivazione del MES, non ha bisogno del MES. Lo ritiene uno strumento inadeguato all’emergenza. Io ho chiarito a tutti gli omologhi. Lavoreremo con coraggio in questa battaglia. C’è un paragrafo destinato ad accogliere la prospettiva degli Eurobond. C’è ancora da lavorare, ma per la prima volta è nero su bianco e gli altri Paesi hanno accettato di lavorare adesso per introdurre questo nuovo strumento. Noi vogliamo che questo strumento sia immediatamente applicabile. Abbiamo bisogno di voi italiani: le falsità ci fanno male nella trattativa. Quello che è successo nelle scorse ore rischiano di indebolire l’Italia intera, non il Premier Giuseppe Conte. Non c’è solo l’Italia, ma altri 26 Paesi. Dobbiamo parlare anche a loro e far capire il nostro progetto. Esprimere la nostra dignità e il nostro coraggio. Se il dibattito è questo, rischiamo di compromettere i nostri negoziati.

SFIDA – “La posizione nel Consiglio sarà chiara: lotteremo per avere gli Eurobond e spiegheremo che il MES è inadeguato e insufficiente. Io non firmerò fino a quando non ci saranno strumenti adeguati. E’ una sfida che non riguarda solo l’Italia, ma l’Europa. Sono convinto che con la forza della ragione riusciremo a convincere tutti che questo è l’unico percorso per ripartire“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy