Conte: “L’Inter se la gioca da grande contro tutti. I miei non sono stupidi e sanno che…”

Antonio Conte, dopo la sconfitta contro il Real Madrid, si è presentato in conferenza stampa per commentare il ko dei nerazzurri

di Daniele Mari, @marifcinter

Antonio Conte, dopo la sconfitta contro il Real Madrid, si è presentato in conferenza stampa per commentare il ko dei nerazzurri, capaci di rimontare due gol ai blancos ma poi freddati dalla rete di Rodrygo, in una fase in cui sembravano in grado addirittura di vincere il match.

Il gioco c’è ma alcuni errori individuali hanno pregiudicato i risultati. Questi mancati risultati rischiano di inficiare a livello mentale quello che lei aveva costruito lo scorso anno?

“No, assolutamente no. Questo è un processo di crescita e penso che l’anno scorso abbiamo fatto cose veramente importanti, in tanti momenti in cui eravamo in grandissima difficoltà. Quest’anno, il processo di crescita sta continuando nella mentalità, nella voglia e determinazione di fare la partita. Io penso che queste tre partite di Champions ci devono dare la convinzione assoluta che stiamo facendo miglioramenti importanti. La squadra si gioca le partite con il piglio della grande squadra. Venire a Madrid, giocarsi una partita in questa maniera, una partita dichiarata una finale da parte del Real Madrid. E il Real difficilmente sbaglia le finali. Questo dimostra che c’è uno step di crescita, i ragazzi non sono stupidi, vedono quello che facciamo e che produciamo, quello che stiamo creando. C’è grande convinzione, grande fiducia, la strada è questa, penso che i risultati ci stiano penalizzando in maniera importante, sia in campionato che in Champions. Ma la strada è questa, dobbiamo continuare così. Sono molto più soddisfatto oggi di quanto fossi l’anno scorso dopo le tre partite giocate con Slavia, Borussia e Barcellona”

Sei fiducioso per il cammino in Champions? Il Real Madrid è sembrato battibile…

“Abbiamo fiducia assoluta, bisogna avere fiducia assoluta. Proprio per queste prestazioni e questa mentalità. Siamo andati sotto di due gol, stiamo parlando di situazioni sicuramente migliorabili, c’è stato un retropassaggio con fallo di Mendy. Poi su Ramos bisognava fare grande attenzione. Dobbiamo lavorare molto sui dettagli perché i dettagli spostano il risultato finale. Ma i ragazzi vedono che il lavoro che stiamo facendo, l’anno scorso e quest’anno, sta portando frutti a livello proprio di mentalità. Giocarsi le partite in questa maniera, non dimentichiamo che parliamo di una squadra come il Real che punta a vincere la Champions e che ha battuto 3-1 il Barcellona. Noi ce la siamo giocata alla pari, anzi in tante situazioni siamo stati superiori. Questo ci deve dare fiducia, i ragazzi sono intelligenti e capiscono. Oggi c’è grande amarezza ma per il risultato finale. Ma sono fiduciosi perché vedono che l’Inter inizia a pensare da grande e inizia a giocarsela da grande contro tutti. A volte il risultato può penalizzare ma questi step sono importanti”.

Quali dettagli hanno permesso al Real di vincere? E’ vero che lo spogliatoio del Real si è opposto al tuo arrivo anni fa?

“Per quanto riguarda il dettaglio, il Real è una squadra con giocatori che hanno grandissima esperienza. Spesso e volentieri capiscono il momento, quando devono ammazzare l’avversario. A noi l’istinto killer del Real ancora manca. Una squadra ha iniziato un percorso e un’altra ha dominato la Champions vincendola tre volte di fila e vincendo l’ultima Liga. Pian piano dobbiamo acquisire l’istinto killer, vogliamo diventare protagonisti nel più breve tempo possibile, vogliamo diventare competitor per la vittoria finale. Ma ci sarà un percorso. Per quanto riguarda la seconda domanda, assolutamente no. E’ stata una mia decisione quella di ringraziare il Real, perché c’è stato grande interesse e grande voglia da parte del Real, ma ho sentito che non era il momento. Io sono un allenatore che ha bisogno di tempo e la stagione era già iniziata. E’ stato solo questo. Ringrazio ancora il Real, mi aveva dato questa opportunità in maniera molto convinta. C’ho pensato tanto ma alla fine ho detto di no, anche se è difficile dire no al Real Madrid. Dovevo essere onesto col Real e rimandare eventualmente per un’altra volta”.

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