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CorSport e la lettera anti-Inter: quando la cattiveria del web diventa un utile pretesto

Lo sfogo del tifoso è stato pubblicato nello spazio riservato alla posta di Italo Cucci

Sabine Bertagna

Eravamo rimasti a “piattaforme digitali? Direi pattumiere". Già perché la cattiveria è prerogativa assoluta del web. Anonimi che utilizzano i social per buttare fuori la propria frustrazione, offendere, insinuare. I cattivoni del web, gli haters, "i conigli da tastiera". Un mondo dal quale non c'è giornalista che non si dissoci. Additando, condannando, facendo anche spesso di tutta l'erba un fascio. Ed è purtroppo vero che il web spesso funzioni in questo malsano modo, facilitando la volgarità e gli insulti e dirottandoli agevolmente verso i malcapitati obiettivi. All'occorrenza, però, la cattiveria del web può tornare utile. Quando c'è l'esigenza di attaccare una squadra, per esempio.

All'occorrenza la cattiveria del web può essere selezionata, pubblicata e utilizzata come pretesto per accendere una discussione o esprimere un'opinione forte. È quello che ha fatto il Corriere dello Sport nello spazio riservato alla posta di Italo Cucci con una lettera di un tifoso che potrebbe essere stata twittata o condivisa su una qualsiasi piattaforma social.

Il tifoso ne ha anche per i telecronisti di Inter-Barca, colpevoli di aver rimarcato le assenze per infortuni nella rosa nerazzurra: "per salvare la pagnotta si può dire di tutto, ma ci vorrebbe un po' di onestà". Il tifoso si identifica come un sostenitore del Bologna (chissà perché rimarca il fatto di non essere un tifoso bianconero...), profondamente scosso dalla "beatificazione di Conte, che nella sua carriera non ha mai fatto vedere un bel gioco nonostante le vittorie". Interessante.

La lettera diventa un pretesto e Italo Cucci non solo la pubblica, ma risponde al lettore rincarando la dose: "Alla sua cattiveria aggiungo la mia che sono disposto a far diventare tormentone: quando confesseranno dirigenti (anche amici...) e tifosi dell'Inter che senza Icardi hanno buttato via la Champions... e forse anche il resto? Slogan: No Icardi, no party".

Il giornalista si mostra d'accordo con la tesi del tifoso: "Si fa battere dal Barca B e si lamenta pure della costosissima campagna dell'Inter". E allora in un'era moderna in cui anche l'etica giornalistica è ormai interpretabile è forse brutto aspettarsi che la carta stampata si elevi rispetto a quelle che lei stessa ama definire le "pattumiere digitali"? È forse chiedere troppo? O vale davvero tutto?

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