Dalla sagoma di Conte all’idea Sarri: Inter, il futuro è Spalletti? “Il progetto di Zhang…”

Le ultime sul futuro allenatore nerazzurro

di Matteo Pifferi, @Pifferii

“La palla è ancora in gioco. E Luciano Spalletti sente la gamba giusta per indirizzare la partita a suo favore. Conta il possesso, se volessimo ricondurre tutto a una lettura tattica della faccenda. E l’Inter ora è sua. Lo racconta un contratto fino al 2021, lo raccontano certi movimenti di mercato e pure certi suoi messaggi neppure troppo oscuri, perché in quel «c’è chi si propone, c’è chi tratta» detto in conferenza non si fa fatica a individuare la sagoma di Antonio Conte, a più riprese accostato alla panchina dell’Inter nelle ultime settimane”. Apre così l’articolo de La Gazzetta dello Sport in merito al futuro di Luciano Spalletti che, nella conferenza stampa di ieri, ha voluto lanciare un messaggio piuttosto chiaro circa la volontà di restare in nerazzurro e rivendicare ciò che è stato fatto finora.

STEP – L’Inter è chiamata a confermarsi in Champions League ed un terzo posto – situazione che si sta delineando finora – rappresenta un miglioramento rispetto all’anno precedente, chiuso al quarto posto per il rotto della cuffia all’ultima giornata. “Spalletti sente di essere uscito rafforzato da 4 mesi in cui all’Inter è accaduto di tutto, dal caso Nainggolan fino a quello Icardi. E certamente in una valutazione complessiva non può non entrare anche l’aspetto economico, ovvero quei 25 milioni di euro lordi che costerebbe all’Inter – al netto di eventuali transazioni – un esonero”, spiega la Rosea che però puntualizza: “Se è vero che il club uscirà dal primo luglio dal settlement agreement, è altrettanto vero che sarebbe un’illusione per i tifosi dipingere uno scenario in cui l’Inter sarà in grado già dal prossimo anno di lanciare un attacco alla pari alla Juve. Si ragiona in termini economici, poi è ovvio che il campo potrà smentire tutto, semmai mostrare un’accelerata improvvisa. Ma Steven Zhang, formalmente e informalmente, ha sempre parlato di progetto vincente (al netto del discorso coppe, ovvio) su base pluriennale. Alla società servono ancora mesi di avvicinamento al vertice, anche in considerazione di un fair play finanziario che comunque continuerà a porre dei paletti – come per tutti, del resto – sugli investimenti. Ecco perché un tecnico in grado di proseguire il processo di crescita impostato nelle ultime due stagioni sarebbe la scelta forse più razionale. È su questo che in fondo si ragiona all’Inter, in queste settimane. C’è chi è portato a intravedere dietro questi pensieri la figura di Maurizio Sarri, il cui addio al Chelsea però è tutt’altro che scontato. Ma si sbaglierebbe nel tagliare fuori dai discorsi chi quel processo l’ha portato avanti, nelle ultime due stagioni”.

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