ESCLUSIVA Caldirola: “Inter, prendi Brandt! Non esiste stare ancora senza Champions. E con la Juve…”

L’ex giocatore dell’Inter, ora al Werder Brema, ha parlato della grande sfida di sabato sera

di Andrea Della Sala, @dellas8427

L’Inter insegue un posto nella prossima Champions League; a un punto da Lazio e Roma per i nerazzurri saranno fondamentali le prossime quattro partite, a partire dalla sfida alla Juve di sabato sera, per ritornare nella competizione da cui manca dal 2011. Proprio in una delle ultime apparizioni dell’Inter in Champions, Inter-Cska ultima sfida dei gironi (prima dell’uscita dei nerazzurri dalla competizione per opera del Marsiglia) ha fatto la sua apparizione con la maglia nerazzurra Luca Caldirola. Il difensore è cresciuto nel settore giovanile dell’Inter ed è ora al Werder Brema. FCINTER1908 lo ha intervistato in esclusiva per parlare del suo futuro, ma anche del derby d’Italia di sabato sera.

Come procede la tua avventura al Werder Brema?
“Sono 5 anni che sono qua, mi sono integrato benissimo in Germania; la lingua la parlo perfettamente, ormai mi sento come a casa. Sono un po’ di anni che sono qua, con mia moglie, ci siamo ambientati benissimo. Quest’anno purtroppo sto giocando poco. Lo scorso anno ero in scadenza di contratto e ho deciso di rinnovare con il Werder ed è stata una scelta un po’ azzardata. Non ho avuto la fiducia necessaria per giocare e mi sono trovato un po’ ai margini della squadra”. 

Che differenze hai riscontrato tra il calcio italiano e quello tedesco?
Sono due campionato diversi. Quello italiano è molto più tattico, tra virgolette più lento. Qua si pensa molto ad attaccare, è un contropiede continuo, ci sono molti più spazi, è molto più fisico”. 

L’Inter manca dalla Champions League dal 2011, in quella stagione ha fatto anche tu una presenza con la maglia nerazzurra nella competizione europea, col Cska. Pensi che per l’Inter sia l’anno buono per ritornare in Champions?
Lo spero, perché una società come l’Inter non esiste che non faccia la Champions League. Quest’anno è lì per lottare, spero che ce la faccia; è bello vedere società come l’Inter e il Milan in Europa, sono società che hanno sempre fatto la Champions. Io ho fatto tanti anni all’Inter, sono simpatizzante e spero che possa tornare alla Champions”. 

Come la vedi la sfida tra Inter e Juve?
“Non me l’aspettavo, non avrei mai pensato che la Juve perdesse in casa col Napoli, anzi mi aspettavo che vincesse e che fosse a +7. Ora si mischiano tutte le carte e si complica anche per l’Inter, troverà una Juve che si gioca il campionato, invece avrebbe potuto avere qualche motivazione in meno se fosse stata a +7. Sono curioso divedere come finirà, spero che vinca l’Inter e si qualifichi in Champions. Se dovesse vincere l’Inter, per la Juve lo scudetto diventerebbe davvero complicato”. 

Dopo questa annata un po’ difficoltosa al Werder, come vedi il tuo futuro? Speri in un ritorno in Italia?
“Sicuramente, mi trovo bene in Germania, ma l’Italia è il mio Paese e spero di tornare. Dopo questa annata un po’ problematica, sicuramente nelle prossime settimane ci incontreremo con la società società e vedremo come andare avanti. Non escludo un ritorno in Italia. Per il momento non ci sono stati contatti con nessun club, è ancora presto. Tutte le società si stanno giocando la salvezza, le coppe… Anche a noi manca qualche punto per la salvezza matematica. Nelle prossime settimane vedremo di affrontare il discorso”. 

Ormai conosci bene il campionato tedesco. Se dovessi fare un nome di un giocatore della Bundesliga, quale faresti per l’Inter?
“Di talenti ce ne sono tanti. Non so se sia il più forte, ma a me piace parecchi Julian Brandt la mezzapunta del Bayer Leverkusen, ha fatto le giovanili al Werder. E’ veramente forte, è giovane, preferisco scommettere su di lui. C’è anche Werner del Lipsia, ce ne sono tanti di talenti…”.

Cosa si dice nel vedere l’Italia fuori dai Mondiali?
“Ho passato tre settimane a essere preso in giro tutto il giorno. La rivalità tra Germania e Italia è molto sentita, da 2006 poi… Mi tocca stare a sentire quello che dicono questa volta…”.

 

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