ESCLUSIVA Valenti: “Ancora vivo chi diceva Conte e Marotta infiltrati? Lautaro scalda, Icardi no”

ESCLUSIVA Valenti: “Ancora vivo chi diceva Conte e Marotta infiltrati? Lautaro scalda, Icardi no”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il conduttore radiofonico, noto tifoso nerazzurro

di Marco Macca, @macca_marco
FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il conduttore radiofonico, noto tifoso nerazzurro

Sperando che non sia follia, ma sia quel che sia“, cantava Lucio Battisti. La meravigliosa follia che sta compiendo l’Inter di Antonio Conte, almeno fin qui, è quella di stare davanti alla Juventus, che in Italia ha dominato in lungo e in largo. La squadra nerazzurra è la nuova capolista della Serie A, dopo 14 giornate di campionato. Un’impresa che solo in estate sembrava impossibile. E allora, che sia quel che sia, sognando il bersaglio grosso. Intanto, però, è giusto godersela, anche perché Conte e i suoi ragazzi stanno davvero facendo qualcosa di straordinario, trascinati da quei due lì davanti che, tra un sorriso e una giocata spettacolare, riescono sempre a buttarla dentro. Per commentare questo fantastico momento dell’Inter, noi di FCInter1908.it abbiamo intervistato in esclusiva un grande tifoso nerazzurro come Giacomo Valenti.

Buonasera Giacomo. Com’è stato il risveglio da capolista?
Andiamo avanti, anche perché un punto è niente e questa settimana c’è una sfida incrociata, con Inter-Roma e Lazio-Juventus. Il cammino è sempre lungo. Certo, meglio un punto avanti che un punto dietro.

Antonio Conte, Inter-SpalTu fai parte della schiera di tifosi che si illudono e che ci credono o quelli che, come Conte, dicono: ‘Testa bassa e pedalare’?
Quello che dice Conte a me va bene e io lo seguo. Conte voleva Lukaku e penso di essere stato uno di primi a sposare questa scelta. Conte ha detto che con quelli che erano i tre pseudo-leader dell’anno scorso che non si poteva costruire; due per motivi tecnici, perché secondo me Icardi e Perisic non sono dei leader in campo, e uno, Nainggolan, per altri motivi. E’ andato avanti in silenzio e ha avuto ragione. Ammetto che ragiono molto con la testa di Conte. Questo ha una dedizione al lavoro incredibile, non ha solo grinta, ma studia le partite. Quando a Tiki Taka dissero che Conte non sa perdere, io dico che il problema dell’Inter per anni è stato che aveva allenatori che sanno perdere. C’era gente che prendeva le sconfitte come acqua fresca, mentre l’interista ha un grande desiderio di vittoria. Poi ovviamente ce la raccontiamo con la storia della Pazza Inter… Finché è sintomo di originalità è bello, quando diventa una scusa no. Ok la Pazza Inter, ma personalmente ho goduto di più con l’Inter di Madrid, piuttosto che continuare a farmi le pippe con Pazza Inter.

Te l’aspettavi, visto come si era chiusa la scorsa stagione e ciò che è successo in estate, che dicembre si aprisse con l’Inter in testa alla classifica e con questi numeri da record?
Proprio perché c’è stato un cambio totale me l’aspettavo. Non capire quanto sia importante per esempio Lukaku, che fa salire la squadra e che regala assist da sogno come quello a Lautaro contro la SPAL (occasione poi fallita dall’argentino, ndr). E’ una roba strepitosa. Non riuscire a capire cosa significa giocare per la squadra, cosa che prima non accadeva assolutamente, è difficile da spiegare. Avevamo una squadra dove tutti giocavano per uno, ora abbiamo giocatori che giocano per la squadra.

Ieri quel coro della Curva Nord e la risposta di Conte hanno sancito una sintonia fortissima fra l’allenatore e tutto l’ambiente nerazzurro. Pensavi davvero si potesse arrivare a questo punto in così poco tempo?
Non ho mai avuto dubbi sul rapporto tra la curva e Conte. Parlo di anima: l’anima dell’interista e quella di Conte, come quella di Mourinho, hanno un filo conduttore. Non siamo ipocriti e non neghiamo che la storia di Conte sia diversa da quella dell’Inter. Quella che non reggeva era l’anima di de Boer, di Gasperini, di Mazzarri, di chi va a cercare sempre scuse. Conte è uno che ci mette il faccione e che forse non sarà mai interista dentro, ma che l’interista lo rispetta e con lui si identifica. Io, da interista, non posso identificarmi per esempio con Hodgson, con de Boer, Gasperini e con quegli allenatori che non hanno tirato fuori nulla della voglia di vincere. Io ricorderò sempre quel derby vinto con Gigi Radice in panchina dopo una serie interminabile di sconfitte. Fu un tripudio, ma perché lui era un sanguigno, uno vero. Trapattoni aveva un passato pari a quello di Conte, ma è stato amato perché non ha mai mollato. E’ questo quello che fa accendere gli interisti. Dunque, non sono stupito. Stiamo parlando di uno che dà l’anima per la squadra che allena. E poi, parliamoci chiaro: aivoglia a dire che l’Inter per lui è stata una seconda scelta, ma uno che ci preferisce al suo passato mi fa impazzire.

Se dovessi metterti un attimo nei panni di un tifoso juventino, quanto avresti paura di questa Inter? Avverti che anche dall’altra parte iniziano a temere di perdere il trono proprio contro i nerazzurri?
Oggi la Juve non è prima in classifica e ha perso sette punti in borsa. Il nocciolo sta tutto lì. C’è l’aspetto sportivo, che vede la rivalità fra le due squadre, ma c’è un problema anche economico: la Juventus, per i suoi investimenti, ha l’obbligo di vincere e primeggiare. Con Ronaldo e de Ligt, oltre al ritorno di Higuain, sono state fatte delle scelte che mettono l’obbligo di vincere alla Juventus.

Esultanza Lautaro InterE’ ormai scoppiata la Lautaro-mania. Tu hai sempre sostenuto di essere pazzo del Toro, anche prima che iniziasse a segnare così tanto. Avevi ragione.
Dal primo sguardo quando è arrivato in Italia. A calcio si gioca prima con lo sguardo e poi con i piedi. Quello che c’era prima in attacco (Icardi, ndr) non mi ha mai scaldato, ma per niente. E’ stato un buonissimo goleador, ma che non mi ha mai accesso. Questo è diverso: ha una voglia di arrivare incredibile. Lo vedi che migliora ogni giorno. Fa dei numeri che l’anno scorso non faceva. Ha personalità, velocità, qualità.

Non temi che il Barcellona possa portarlo via dall’Inter?
Questo momento dell’Inter è figlio non solo del lavoro di Conte, ma anche di quello di Marotta. E’ stato lui a scegliere Conte, nel momento in cui Mourinho si proponeva. E’ stata una scelta precisa. Pertanto, mi auguro che sappia anche blindare Lautaro nella maniera più giusta. Vorrei trovare tutti quelli che dicevano che Marotta e Conte erano venuti all’Inter per distruggerla definitivamente, chissà se sono ancora vivi.

Un altro che sta facendo sognare è Lukaku. Evidentemente chi lo ha voluto al posto di Icardi non ci aveva visto male…
Se uno non afferra l’importanza di Lukaku non ha mai giocato a calcio, dove il gioco di squadra è fondamentale. Nel calcio, ormai, far salire la squadra e giocare spalle alla porta è una cosa importantissima, cosa che con quello di prima (sempre Icardi, ndr) non ho mai visto. Se non capisci l’importanza anche dal punto di vista umano di Lukaku… Quest’anno abbiamo dei giocatori come lui, Barella, Skriniar, de Vrij, Godin. Tutte persone che umanamente che puoi tranquillamente stimare.

Manca ancora qualche giorno a Inter-Barcellona. Quanta ansia c’è per questa partita?
All’andata l’Inter aveva fatto bene, poi ci sono stati degli episodi che hanno determinato l’andamento della gara. Mentre a Dortmund siamo crollati, a Barcellona ci sono stati episodi determinanti. Il rigore su Sensi, per esempio, era sacrosanto. Non penso che il Barcellona, che ha una grande immagine a livello mondiale, venga a tirare indietro il piedino. Penso che l’Inter ha dimostrato di saper fare una partita vera all’andata.

Cosa saresti disposto a fare pur di vedere l’Inter prima in classifica a fine stagione? Hai già fatto il tuo fioretto?
C’è chi ha annunciato di spogliarsi, io non lo faccio per non creare ulteriori fioretti nei tifosi. Sul mettermi a dieta non credo, perché i fioretti devono avere una base di verità. Non lo so… dico godiamocela: anche con Mancini e Spalletti eravamo primi. Ora c’è una sfida importante contro la Roma in casa, l’affrontiamo con un allenatore che è talmente innamorato della vittoria che cerca di perseguirla in tutte le maniere.

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