Gli esperimenti non hanno pagato: perché non provare con la qualità ? E Medel…

Gli esperimenti non hanno pagato: perché non provare con la qualità ? E Medel…

di Alessandro De Felice

Se all’inizio nessuno ha osato contestargli niente, adesso, dopo qualche risultato negativo di troppo e una crescita caratteriale che stenta a presentarsi, anche Roberto Mancini deve rispondere al dispiacere dei tifosi, ormai stanchi di vedere una squadra priva d’orgoglio e motivazione. 

Il tecnico jesino è stato presentato come il fondatore della rinascita nerazzurra, l’uomo giusto al posto giusto. Ad oggi, però, qualche sua decisione stona con l’attuale presente dell’Inter e con la realtà dei fatti, spesso occultata mediante parole al miele quali scudetto, Champions ed Europa League. Salvo ritrovarsi ad aprile spogliati d’ogni obiettivo, costretti ad abdicare con una mano davanti e l’altra dietro. 

Anche contro il Parma non sono state del tutto chiare alcune scelte tecniche: da diverse settimane Brozovic mostra un calo fisico e motivazionale (la partita in nazionale fa poco testo), ma nonostante un rendimento poco proficuo, Mancini continua ad evitargli un salutare riposo. Pausa che farebbe decisamente bene anche a Fredy Guarin, ormai riconosciuto come il signore del centrocampo, l’unico calciatore del quale il tecnico jesino non si priverebbe mai. 

Mentre in panchina continuano ad avariarsi Kovacic ed Hernanes, sicuramente più freschi dei due sopra citati, ma quasi mai presi in considerazione. Sia il croato che il brasilian, sono stati sfruttati poco e male dall’arrivo di Roberto Mancini, che ai due ha spesso riservato fantasiosi ruoli sulle corsie laterali del campo. amaro destino per il calciatore più pagato della gestione Thohir e per il talento più pregiato dell’intera rosa. É vero, loro non brillano per impegno e rendimento, ma metterli nelle giuste condizioni per far bene sarebbe un bel punto di partenza.

Anche Medel, come Guarin, risulta sempre tra i titolari. Il cileno è l’ultimo a gettare la spugna, ma manifesta lacune che azzoppano ulteriormente una squadra già claudicante. L’ex Cardiff sbaglia spesso il primo controllo e rallenta i tempi di gioco. La sua presenza in campo è fondamentale, ma probabilmente sarebbe più utile arretrare il suo raggio d’azione, magari proponendolo come centrale di difesa accanto a Ranocchia, che spesso ha dimostrato di poter offrire buone prestazioni con accanto un leader. Certo, Medel non è Samuel, ma vederlo correre come un dannato è sicuramente da sprone per qualsiasi uomo possa agire al suo fianco, mentre fargli costruire l’azione è un vero e proprio attentato agli esteti del calcio.

Così si libererebbe un posto nel cuore del centrocampo, zona in cui si potrebbe impiegare un uomo che da del tu al pallone. Due le soluzioni: si potrebbe accelerare il processo di crescita di Kovacic in quella posizione (dato che spesso Mancini ha spiegato di poterlo impiegare li in futuro) o si potrebbe proporre proprio Hernanes, che già nella propria Nazionale ha svolto compiti di questo genere. Probabilmente non saranno soluzioni definitive, ma a questo punto della stagione, senza obiettivi da raggiungere, sono accettati esperimenti. Soprattutto perché ne abbiamo visti e sopportati diversi quando ancora c’era tanto da giocarsi: Icardi ala sinistra insegna.

 

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