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Inter dall’ansia alla liberazione: per Dzeko e Dimarco paragoni pesanti

Inter Bologna analisi
L'analisi di quanto accaduto ieri sera al Meazza nel match vinto per 6-1 dalla squadra di Simone Inzaghi

Daniele Vitiello

Il biglietto da visita non era stato di quelli incoraggianti. Uscendo dagli spogliatoi del Meazza, l'Inter sembrava trascinarsi ancora il peso dell'amarezza accumulata per la sconfitta in casa della Juventus. Una conferma che ad Appiano Gentile ci sia ancora assoluta urgenza di lavorare sulla testa del gruppo, prima che su gambe e schemi. Chi si aspettava una squadra con gli occhi della tigre per cancellare da subito il tonfo di Torino è rimasto deluso. Anzi, in molti si erano anche spazientiti dagli spalti. Legittimamente, perché l'Inter nelle prime battute di gioco era andata più vicina a subire gol dal Bologna che a farlo. Lenta, impacciata, contratta. Incapace di scrollarsi di dosso l'ansia da prestazione.

Inter Dimarco

Uno scenario dal quale non poteva nascere nulla di diverso dal gollonzo di Lykogiannis. Un rimpallo tragicomico, sfociato dall'incapacità di indirizzare gli episodi di cui tanto si era parlato negli ultimi giorni. Nessuna sfortuna. Ma proprio quell'episodio ha di fatto acceso la miccia che ha innescato il fuoco dell'orgoglio nerazzurro. Il capolavoro di Dzeko, capace di scomodare addirittura il paragone con un noto gol di Zidane, ha aperto le danze di una rimonta rotonda. Applausi a scena aperta per Federico Dimarco e la sua doppietta alla Robben, tanto per citare un altro grande ex campione del calcio europeo. Gioie anche per Calhanoglu, Lautaro e Gosens a spingere la squadra più lontano possibile dalla tempesta di domenica scorsa.

Ma una rondine non fa primavera. All'Inter lo sanno benissimo e per questo nelle dichiarazioni post partita hanno mantenuto un profilo molto basso. Non era il caso di calcare la mano, considerando il livello dell'avversario e l'impegno ostico contro l'Atalanta tra pochi giorni. Quello sì che sarà un banco di prova a tutti gli effetti. Vincere al Gewiss Stadium non è più un'opportunità, ma ormai un obbligo considerando la classifica attuale. Il livello si alzerà e il test richiederà uno sforzo mentale importante: l'Inter avrà imparato la lezione?

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