Inter, è Champions anche grazie al tredicesimo uomo. Icardi abbandonato dal suo migliore amico

Inter, è Champions anche grazie al tredicesimo uomo. Icardi abbandonato dal suo migliore amico

L’analisi sull’ultima gara stagionale dei nerazzurri

di Daniele Vitiello, @DanViti
Inter-Empoli, traversa degli ospiti

Novanta minuti col fiato sospeso. Coronarie e pazienza a dura prova nell’ultimo atto per l’Inter 2018/19, confermatasi nemica principale di se stessa nella corsa ad un piazzamento Champions strappato praticamente al fotofinish. Contro un Empoli sceso in campo con molta meno pressione, considerando l’impegno in trasferta contro una rivale sulla carta di altro spessore, la squadra di Spalletti ha mostrato entrambe le facce della medaglia che porta al petto il tecnico toscano, protagonista – al netto di tutto – di un biennio che ha portato i frutti migliori della storia recente del club.

IL TREDICESIMO UOMO – Sarà rimasta imbottigliata nel traffico milanese, o probabilmente avrà avuto qualche problema ai tornelli, la dea bendata cui sempre si fa affidamento quando ci si gioca il tutto per tutto come ieri al Meazza per i nerazzurri. Fatto sta, che nonostante il netto predominio nel primo tempo, all’Inter è mancato giusto quel pizzico di fortuna che nella ripresa si è manifestato dalle parti di Samir Handanovic, aggiungendosi alla calorosa spinta del pubblico di casa, già dodicesimo uomo, e premiando una intraprendenza nelle scelte non sempre mostrata da Spalletti, soprattutto negli scontri diretti nel girone di ritorno.

GIÙ IL SIPARIO – Il triplice fischio di ieri sera avvicina il momento dei saluti per Luciano Spalletti ed inesorabilmente anche per Mauro Icardi. Entrambi avrebbero volentieri proseguito il loro viaggio all’ombra della Madonnina, ma il destino è comune ed ormai segnato. Resta solo da capire la prossima destinazione per l’argentino, al quale è mancato il cinismo che più volte gli ha portato elogi in carriera e che ieri lo ha abbandonato al momento di trasformare il rigore che avrebbe evitato qualche brivido di troppo al pubblico del Meazza negli ultimi minuti. Il tecnico lascia, invece, nelle mani di Antonio Conte una squadra che, nonostante abbia ancora un lungo cammino da percorrere, nell’arco dell’ultima stagione ha diminuito il numero di amnesie, ma a livello caratteriale non potrà che giovare dell’apporto del nuovo allenatore.

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