Inter, fatturato boom: superati i 350 mln senza plusvalenze. La verità sul “30 giugno”

L’Inter è uscita dal settlement agreement e il bilancio sorride grazie a Suning

di Redazione1908
Suning Innovative Passion

Dopo 4 anni, l’Inter finalmente esce dal Settlement Agreement. È stata la stessa Uefa ad annunciarlo con un comunicato in cui spiega che la società nerazzurra è stata considerata conforme “all’obiettivo generale degli accordi” ed esce “dal regime transattivo”. Adesso come cambia per l’Inter e per Suning? Secondo Il Sole 24, che conferma quanto già anticipato ieri da FCINTER1908, non sarà obbligatorio quest’anno fare plusvalenze entro il 30 giugno per rispettare i vincoli del Fair play finanziario. Il club ha la volontà di farle lo stesso ma per scelta, per poter chiudere il bilancio 2019 a zero e tenersi maggiori margini per i prossimi due bilanci, quelli del triennio complessivo che sarà analizzato dalla Uefa, secondo le norme valide per tutti i club europei.

sede UefaEntrate e uscite del prossimo mercato estivo risponderanno a mere logiche di investimento sportivo. Restano i vincoli ordinari di bilancio previsti dalla Uefa che impongono attualmente di chiudere il triennio con un deficit massimo di 30 milioni. Le spese quindi potranno incrementarsi nella misura in cui aumenteranno i ricavi, soprattutto tra stadio e area commerciale. Nella prossima stagione europea poi l’Inter potrà disporre di una lista completa da 25 giocatori per le gare europee“.

 

 

bandiere Suning ad AppianoIL BOOM DEL FATTURATO“Grazie a Suning in effetti e ai nuovi contratti di sponsorizzazione (siglati in Cina soprattutto) il fatturato del club nerazzurro è già salito a 297 milioni lo scorso anno e quest’anno con i ricavi Champions supererà i 350 milioni al netto delle plusvalenze. Sotto la guida dell’ad Alessandro Antonello l’Inter ha chiuso i bilanci delle ultime tre stagioni con perdite sempre più basse (60 milioni nel 2016, 25 nel 2017 e 17 nel 2018). Dunque, nel bilancio al 30 giugno 2019 non ci sarà più l’obbligo di fare determinate plusvalenze. La società, come qualsiasi altra, potrà ovviamente valutare l’opportunità di fare cessioni redditizie qualora i conti dell’anno in corso presentino uno squilibrio troppo alto, per non pregiudicare i margini di manovra nel successivo biennio. Il rosso di 30 milioni di perdite (al netto dei costi “virtuosi”) va calcolato in ottica triennale”, aggiunge Il Sole 24 Ore.

 

(Sole 24 Ore)

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