Inter, la mentalità europea si evince da un dettaglio. E Icardi ha sciolto il dubbio amletico

Inter, la mentalità europea si evince da un dettaglio. E Icardi ha sciolto il dubbio amletico

I nerazzurri non mollano mai: l’ennesima dimostrazione è arrivata ieri sera

di Marco Astori, @MarcoAstori_

L’esperienza è una componente fondamentale, se non indispensabile, per affrontare le sfide di Champions League, la competizione più bella ed affascinante al mondo. L’Inter, però, tornata a giocarla dopo sei lunghi anni di assenza, non può vantarne una dose eccessiva, avendo pochi giocatori in rosa che, fino al settembre scorso, avevano collezionato presenze in questo palcoscenico. Era dunque importante far leva su un altro valore, essenziale nel calcio: il cuore. Grazie a questo elemento l’Inter di Luciano Spalletti, tornata finalmente ad avere una mentalità e una quadratura, ha potuto portare in cascina, contro ogni pronostico, sette punti in quattro giornate nel cosiddetto “Grupo de la Muerte”, come è stato denominato in Spagna.

Ma c’è un dettaglio che ancor di più fa scalpore: tutti i punti conquistati dall’Inter sono arrivati da una situazione di svantaggio. Nei minuti finali con il Tottenham, con l’eurogol di Mauro Icardi e “l’artiglio che graffia” di Matias Vecino, con la rimonta sul PSV grazie a Nainggolan e al capitano, e ieri sera, quando tutto sembrava perduto dopo il gol di Malcom, con l’onnipresente Maurito. E questo fa la differenza, come dimostrato anche in campionato: la squadra di Luciano Spalletti non molla mai, ha carattere e gioca dal primo all’ultimo minuto, senza lasciare nulla al caso. Il passo in avanti, nettissimo, compiuto a livello di mentalità ha fatto sì che l’Inter tornasse con poche partite ad essere un club temuto e di spessore nel panorama europeo.

E come non parlare di chi ha preso letteralmente per mano l’Inter in queste prime gare di Champions League: Mauro Icardi, sempre lui. Il capitano nerazzurro è alla sua prima massima competizione europea, ma sembra ci giochi da una vita. “Bravo in campionato, ma vedremo in Champions quanti gol farà”, dicevano i suoi detrattori. Et voilà, tre reti in quattro partite, tutti decisivi, e timbrata ogni squadra facente parte del girone eliminatorio. Anche se in difficoltà, ieri sera come contro il Tottenham alla prima, basta un pallone giocabile per far sì che Mauro lo trasformi in oro. Palla in area, controllo spalle alla porta, finta da attaccante puro e gol. E non era sufficiente per lui il gol del pareggio, voleva di più, come dimostra la sua corsa per raccogliere il pallone dalla rete. E poco importano le critiche sul poco apporto alla manovra, smentite anche ieri con diverse sponde di livello: Mauro Icardi è una sentenza, che piaccia o no. Lui come l’Inter la mentalità europea l’ha cercata, se l’è sudata e, finalmente, l’ha ottenuta. A suon di gol.

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