Inter, Marotta a muso duro: tirata di orecchie alla squadra. Da Zhang una richiesta a Spalletti

La riflessione di Fcinter1908.it su quanto sta accadendo all’Inter in queste ore

di Daniele Vitiello, @DanViti
In casa Inter si rincorre il futuro, alla ricerca della strategia migliore per limare nel corso dell’estate il gap con le squadre che precedono i nerazzurri in classifica, tra rinforzi sul mercato e ricavi da far lievitare per far fronte alle esigenze dettate dall’ambizione di società e tifosi, ma il rischio è quello di sottovalutare l’importanza di un presente nel quale il girone di ritorno richiede massima attenzione per mettere in cassaforte un obiettivo stagionale finora tutt’altro che ‘acchiappato’, per usare un termine caro a mister Spalletti. La frenesia potrebbe mandare in confusione (e ieri in parte è già avvenuto) un ambiente troppo spesso in balia dell’umore degli interpreti. Proprio quello che non dovrebbe succedere, rischio che in corso Vittorio Emanuele non vogliono più correre a partire dalla prossima stagione, motivo per il quale la strategia di mercato prevederà anche una forte attenzione all’aspetto caratteriale per “valorizzare al massimo il concetto di appartenenza con giocatori con profilo vincente e che siano onorati di vestire questa maglia”, come sottolineato da Marotta prima della disfatta di Torino.
All’Olimpico Grande Torino, a retromarcia ingranata, la squadra ha legittimato le parole del suo amministratore delegato, dimostrando che sul piano del carattere vanno ancora effettuati passi tremendamente importanti. C’è da trasmettere allo spogliatoio la tirata d’orecchie dell’amministratore delegato, perché l’Inter viene prima di tutto e che la maglia nerazzurra risulta comoda solo sulle spalle di chi ha la giusta dose di carattere. Tale ragionamento deve investire anche lo stesso Spalletti, impeccabile davanti ai microfoni al triplice fischio sul futuro di Perisic (“Può dire quello che vuole, ma è di proprietà della società e per darlo via serve qualcuno che lo acquisti. Se non vuole giocare, chiaro che starà fuori, non ci sono problemi. Se uno pensa di non poter dare un contributo si aiuta a stare fuori”), meno però nella gestione di un incontro affrontato, al netto di indisponibilità e acciacchi, senza adeguato polso nella scelta dell’undici iniziale e nella gestione dei cambi. E’ questo che gli viene chiesto per chiudere qualsiasi spiraglio alle voci su un avvicendamento in panchina in estate: un salto di qualità che Zhang ritiene imprescindibile per la conferma di qualsiasi tesserato.
0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy