Inter, ognuno fa quello che vuole e paga Spalletti: contenti voi. Ma rispondete a queste domande

Inter, ognuno fa quello che vuole e paga Spalletti: contenti voi. Ma rispondete a queste domande

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: il caso Spalletti e la situazione in casa nerazzurra

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

“Dopo Mourinho è il miglior allenatore arrivato dalle parti di Appiano Gentile”. Queste erano le parole di chi l’Inter l’ha vissuta prima e dopo il Triplete, di chi ne ha viste di tutti i colori e chi ha maturato un’esperienza tale da non poterlo non ascoltare. Quando il tecnico di Certaldo arrivò in nerazzurro tutto l’ambiente era pervaso da un ottimismo e da una così alta considerazione del lavoro che vedeva svolgergli tutti i giorni sul campo, che non potevi non notare le differenze col recente passato. Ti raccontavano l’attenzione dei particolari, dei dettagli. Degli allenamenti infiniti per insegnare ai giocatori i giusti movimenti da fare anche sulle rimesse laterali. Non è passato un secolo, ma un anno e mezzo.

A corredo dell’entusiasmo dilagante che aveva innescato l’arrivo di Spalletti e i risultati fin da subito positivi c’era anche un’altra convinzione fortissima, traboccante che veniva manifestata  apertamente: “Questo allenatore resterà qui a lungo” .

Dopo 18 mesi siamo già all’esasperazione nei confronti di un tecnico che si chiama Spalletti, ma che potrebbe essere Mancini, Pioli, oppure addirittura il tanto vituperato Mazzarri.

Perché alla fine diciamocelo, quando i risultati non arrivano si mette sempre in dubbio il lavoro dell’allenatore, si destabilizza e gli si accollano responsabilità che spesso e volentieri vanno al di là degli errori che può aver commesso. Non è colpa di Spalletti se si sbagliano gol facili, non è colpa di Spalletti se mezza squadra mal digerisce alcune dichiarazioni extra campo di Wanda Nara, non è colpa di Spalletti se diversi giocatori scendono in campo distratti dalle sirene del mercato. Proprio in un momento del genere sarebbe servito un supporto forte da parte della società che interviene tardivamente nel gestire la gli spifferi ( più che spifferi un’autentica bora) riguardanti Antonio Conte.

Certo anche il tecnico toscano ha le sue responsabilità ci mancherebbe altro, ma ammetterete che non sarà facile gestire una situazione del genere in mezzo ad un marasma degno dello psicodramma.

LE DOMANDE – Perché nonostante tutto la squadra è in piena corsa Champions nonostante il periodo nero. Certo è fallito l’obiettivo Coppa Italia ma vogliamo mettere in discussione il futuro di un tecnico per la Coppa Italia? Con tutto quello che è accaduto proprio quel giorno..perchè parlare di un incontro in sede tra Marotta e Conte è un insulto all’intelligenza in generale. Vuol dire parlare del nulla cosmico. E solo ad ipotizzarlo vuol dire essere in malafede. Alt, questo non vuol dire che Marotta e Conte non si siano parlati, ma questo è un altro discorso.

Possibile che ogni anno di questi tempi la squadra stacchi l’interruttore? Possibile che ogni anno debba essere sempre colpa dell’allenatore? Ovviamente no. Ma mi permetto di porre un altro interrogativo: possibile che solo all’Inter Perisic e Miranda chiedano la cessione e Icardi vada avanti da due mesi con la querelle mediatica del rinnovo e si parla già di Conte e Mourinho?Possibile che Wanda destabilizzi l’ambiente in questo modo un giorno si e l’altro pure, creando malumori all’interno della squadra?

IL CAOS WANDA – Eh ma succede anche agli altri. Balle! Perché al Milan Higuain (solo un caso) è stato spedito e sostituito, alla Juventus Benatia (solo uno) è partito e non sostituito. Come può un allenatore gestire tutto da solo mentre la squadra sembra dilaniata da malumori e dissapori interni?

Perché si ha la sensazione che siano tutti più concentrati sulla battaglia del grano, invece che pensare ai risultati in campo. In un momento del genere tutti dovrebbero avere il buon gusto di mettere da parte rinnovi e aumenti e concentrarsi su una stagione che può ancora regalare soddisfazioni. Mettere da parte rancori e invidie e pensare di terminare la stagione nel migliore dei modi. Poi ci sarà tempo e modo per fare tutto. E poi chi vorrà andare sarà libero di farlo. Solo all’Inter si ha la sensazione che ogni giocatore sia libero di fare ciò che vuole.

Spalletti ad oggi piaccia o non piaccia, è l’uomo che ha riportato l’Inter in Champions dopo anni di sofferenze, che ha accorciato il gap con Roma, Lazio e Napoli che sono sempre state davanti in classifica con parecchi punti di distacco,  che ha fatto crescere giocatori come Skriniar e Brozovic, che ha saputo regalare sprazzi di ottimo calcio, cosa che non accadeva da tempo. Con un organico non di livello, perché senza Cancelo e Rafinha tutto si può dire tranne che la squadra sia stata rinforzata. Paga e probabilmente pagherà l’acquisto di Nainggolan con la cessione di quel Zaniolo passato da cessione gonfiata per il ffp a nuovo Totti. Ma il calcio è questo, dalla polvere all’altare nel giro di niente.  E allora via Spalletti, avrete così il vostro ennesimo colpevole, peccato che sarà solamente l’ennesimo vessillo della nostra sconfitta. Contenti voi.

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  1. 13830414 - 10 mesi fa

    Concordo pienamente, e la società deve difendere l’ambiente, i giocatori, l’allenatore e i tifosi dato che ci lanciano sempre m…a addosso. la prostituzione intellettuale è sempre tra noi. Non facciamoci influenzare

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  2. serravalle - 10 mesi fa

    condivido

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  3. user-13965283 - 10 mesi fa

    Bravo siamo in tanti che la pensano come te. Uno dei pochi giornalisti seri

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  4. user-14048058 - 10 mesi fa

    Sono pienamente d’accordo ci sono tifosi che per seguire la squadra affrontano fatiche per poi vedere prestazioni come quelle che ci sono state nell’ultimo mese rimane solo la delusione
    per mancanza di professionalità serietà e rispetto

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  5. user-13703196 - 10 mesi fa

    Parole sante

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