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Inter, in 12 mesi una rivoluzione. Sul mercato già due obiettivi, nuovo sponsor e stadio i prossimi passi

Nell'ultimo anno l'Inter è cambiata tanto, ma il club nerazzurro non sembra aver intenzione di fermarsi

Andrea Della Sala

È la stagione dei cambiamenti in casa Inter. Negli ultimi 12 mesi sono cambiate parecchie cose nella società nerazzurra e il progetto è quello di tornare a vincere tenendo sullo sfondo l'impresa del Triplete fatta nel 2010. Via i giocatori simbolo della passata stagione (Icardi, Perisic e Nainggolan), ma non solo: nuova guida tecnica, diverse politiche economica, nuova sede e addio a Pazza Inter.

"Un campionato dopo non è rimasto nessuno, nemmeno l’inno: il cambio più clamoroso, visto con gli occhi di allora, è la rinuncia alle tre star designate, capitano e capocannoniere compreso. Ma i saluti al Ninja, al Terribile e a Maurito sono stati l’ultimo passo della rivoluzione e in parte una conseguenza di un processo avviato con la presidenza Zhang e con l’ingaggio, come a.d. sport, di Marotta. I casi, i casini, il finale depresso dell’ultima stagione hanno portato a accelerazioni e cambi di programma a livello sportivo, ma la mutazione del club era stata avviata in precedenza, anche prima che Steven prendesse ufficialmente il comando. Il cambio di sede, con gli scenografici locali di viale della Liberazione, era stato programmato da tempo, le altre novità decollano dopo il 26 ottobre in cui Zhang Jr prende le redini. Nel giro di 6 mesi muterà il governo del club, con lo sdoppiamento dell’a.d e «pieni poteri» a Marotta, troverà un nuovo socio di minoranza più «coerente» per rilevare le quote di Thohir, modificherà di conseguenza il C.d.A..

Mentre nasce ufficialmente l’Inter femminile (poi promossa in A) cambiano alcuni ruoli dirigenziali, compresi i vertici della comunicazione, che continua sulla strada di creare una vera e propria Media House in grado di promuovere autonomamente il brand. Alla cena di Natale Zhang immagina un’Inter che «schiaccerà tutti», in campo la vede meno e quindi in primavera su spinta di Marotta caldeggia con la proprietà (papà) uno sforzo economico per arrivare a Conte. Ritorna Oriali e parte la campagna acquisti, munifica negli acquisti (più di 150 milioni spesi), senza compromessi nelle uscite", racconta la Gazzetta dello Sport.

"Quali saranno le prossime mosse di un club che vuole posizionarsi nell’élite mondiale? Se sul mercato si può ipotizzare per il 2020 un assalto a Chiesa («giovani e italiani», l’altra linea guida) e a un centrocampista di qualità e carisma internazionale, le prossime svolte possono essere su sponsor e infrastrutture. Ad Appiano sono in corso lavori da 6 milioni di euro per un nuovo edificio che ospiterà i giocatori (pronto ad aprile). Per il nuovo San Siro i discorsi sono ovviamente più complessi, a lungo termine e potenzialmente decisivi per un salto di qualità in un fatturato che continua e deve continuare a crescere, per seguire il progetto di autosostentamento caro a Suning e alla Uefa.

In questi 12 mesi si sono aggiunti sponsor locali e «global» (l’ultimo è Lenovo), ma le partite più grandi si giocheranno sui «main». Il legame con lo sponsor tecnico Nike è lungo (2024) ma su cifre lontane non solo dalle big europee, ma anche dalla Juve. La partnership Pirelli è storica, ma i quasi 19 milioni che arriveranno per il 2018-19 (bonus compresi) sono lontani dall’obiettivo di un introito da 50. Per ora si lavora su un «inserzionista» per la manica, ma il contratto Pirelli scade nel 2021. Per aumentare gli incassi servono i risultati. Per inseguire i risultati il fatturato. Un circolo virtuoso, da lanciare anche con rivoluzioni", spiega il quotidiano.

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