Inter, contro la Roma tre sliding doors e tante multe per la stessa infrazione. Nella notte un SMS per Zhang

La riflessione all’indomani del pareggio casalingo con la Roma

di Daniele Vitiello, @DanViti
Fanno parte del calcio, sono tra i momenti più imprevedibili ed elettrizzanti di una partita e di una stagione. Sliding doors, chiamatele pure porte girevoli, per l’Inter di Luciano Spalletti che relativamente al pareggio di ieri sera in casa con la Roma ha il privilegio di potersi focalizzare soltanto sul bicchiere mezzo pieno, in virtù del cammino effettuato, tra alti e bassi, ma anche del freno a mano tirato più volte in maniera più o meno inaspettata da parte di tutte le inseguitrici. E così il gol di Perisic, ad un passo dalla sostituzione con Keita Balde già in rampa di lancio, assume lo stesso sesquipedale peso della perla di Bruno Alves negli equilibri disegnati e puntualmente stravolti dalla dea bendata in uno degli ultimi rocamboleschi tornanti che ci separano dal fotofinish della stagione. E non per eccesso di velocità, ma per guida in controsenso fioccheranno multe indirizzate agli addetti ai lavori che auspicavano l’uscita dal campo del croato quando il risultato era ancora di uno a zero per i giallorossi. Opinione – va precisato – coerente con lo sviluppo della partita, ma il calcio ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di forzare i confini della logica, stavolta disegnando scenari positivi per l’Inter e i suoi tifosi.
CUORE INGRATO – In tale contesto s’inscrive anche la disattenzione di Nicolò Zaniolo proprio nell’occasione del pareggio dell’Inter, reo di aver lasciato a Perisic spazio e tempo per colpire indisturbatamente sul cross dalla destra di D’Ambrosio. Proprio lui, protagonista di dibattiti che per mesi hanno riempito quotidiani, siti e trasmissioni di approfondimento dopo l’approdo in giallorosso nell’operazione che ha portato Radja Nainggolan in nerazzurro. Subentrato al giro di boa, Zaniolo nel giro di qualche minuto si è trasformato da uomo della provvidenza ad anello debole di una cerniera che aveva comunque retto fino a quel momento. Ciò non mette in discussione il suo talento, ma probabilmente corrobora la tesi di chi fa notare quanta pazienza serva nel sostenere il percorso di crescita di un giovane dalle seppur belle speranze.
SQUILLA IL TELEFONO – Il passo avanti verso l’aritmetica qualificazione alla prossima fase a gironi di Champions League è altra legna sul fuoco della speranza di Spalletti di vedersi ancora al timone dell’Inter. Pareggio ottenuto con una discreta dose di autorevolezza ed intraprendenza, salvo qualche frangente in cui la squadra ha dato la sensazione di aver morso un po’ troppo il freno. Resta comunque un SMS inviato al presidente Steven Zhang per ribadire la voglia di portare a compimento l’opera alzando un trofeo la prossima stagione. Ancora cinque partite per mettere tutti d’accordo e scacciare via i fantasmi di possibili successori.
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