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Fiorentina-Inter, elogio del Var. Vidal mantenga la promessa. Eriksen, esperimento riuscito a metà

L'analisi di FcInter1908 su Fiorentina-Inter

Gianni Pampinella

Mentre le voci di una possibile cessione trovano conferme da più parti (lo stesso Marotta ha dichiarato che "questa possibilità esiste"), l'Inter era impegnata negli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Conte ha rivoluzionato la squadra operando sette cambi rispetto alla gara di Roma. L'attenzione era rivolta tutta su Eriksen dopo le parole del tecnico rilasciate alla vigilia.

ERIKSEN - Prova in chiaroscuro per il centrocampista danese, teleguidato dalla panchina da Conte, è parso in alcuni frangenti un pesce fuor d'acqua. Emblematici i due palloni sanguinosi persi a inizio azione nel primo tempo e nel finale del secondo. Esperimento riuscito a metà, perché Eriksen ha fatto vedere anche buone cose: passaggi di prima, aperture, ha spesso velocizzato il gioco con giocate a un tocco. Insomma, Conte può continuare a lavorarci, anche se rimane il dubbio sulla reale convinzione del tecnico. Di certo c'è che nessuno poteva aspettarsi una prova da 10 da parte del danese in un ruolo che non è suo e soprattutto perché non ha mai avuto la possibilità di trovare continuità. Era difficile, ma rimane una buona prova da parte del centrocampista.

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LA GARA - Il match del Franchi ha detto una cosa molto importante: a questa squadra manca maledettamente il cinismo delle grandi. Incredibile il gol sbagliato da Lautaro all'inizio del secondo tempo con l'Inter in vantaggio, un gol che avrebbe chiuso la partita ed evitato i dispendiosi supplementari, soprattutto in vista della gara contro la Juve in programma tra 4 giorni. Ma quello del Toro non è il solo gol sbagliato nel corso dei 120 minuti. Un problema, la mancanza di cinismo, che accompagna l'Inter dall'inizio della stagione e che va risolto al più presto se si vuole fare il salto di qualità. Anche perché questa è una squadra che ancora non riesce a mantenere la concentrazione per tutti i 90 minuti e al primo errore viene punita.

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VIDAL - Menzione a parte merita Arturo Vidal. Da quando è atterrato nel pianeta Inter, il cileno non ha mai convinto. Spesso è stato deleterio, soprattutto in Champions dove buona parte della mancata qualificazione pesa come un macigno sul centrocampista. Ma finalmente si iniziano a intravedere sprazzi del vero Vidal. Già con la Roma il giocatore è stato protagonista di una buona partita. Contro la Fiorentina (in realtà doveva giocare Sensi, ma il giocatore ha avuto un problema muscolare durante il riscaldamento) Vidal è stato uno dei migliori in campo finché ha avuto benzina in corpo. Ha trasformato il rigore trovando il suo primo gol con la maglia dell'Inter. Adesso il cileno deve mantenere la promessa fatta a un tifoso: "Segno un gol er poi ne faccio altri dieci".

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VAR - Da sottolinea l'importanza capitale del Var. Ancora oggi (sigh!) c'è chi critica uno strumento che per gli arbitri è fondamentale e Fiorentina-Inter è l'emblema della sua utilità. Massa (disastroso) viene corretto due volte: la prima in occasione del rigore concesso ai nerazzurri con Terracciano che travolge Sanchez. L'altra è l'incredibile rigore che Massa aveva concesso alla squadra di Prandelli per un inesistente fallo di Skriniar su Kouame. Ecco, se ci fosse ancora qualcuno scettico sul Var, gli faccia vedere Fiorentina-Inter.

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