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Inzaghi razionalista, la sua Inter bella quanto quella di Conte: antitesi e 2 fattori chiave

Inzaghi razionalista, la sua Inter bella quanto quella di Conte: antitesi e 2 fattori chiave

L'analisi de' La Gazzetta dello Sport all'indomani del successo per 4-0 dell'Inter di Inzaghi sul Cagliari a San Siro

Alessandro De Felice

L'Inter gioca sul velluto contro il Cagliari a San Siro e vola in testa alla classifica. La formazione di Simone Inzaghi effettua il sorpasso su Milan e Napoli e sale al primo posto grazie a un'altra prestazione super e alla doppietta di Lautaro Martinez e i gol di Sanchez e Calhanoglu. All'indomani del 4-0 dei nerazzurri, La Gazzetta dello Sport analizza quanto accaduto nella serata del 'Meazza':

"I tre punti; il sorpasso sul Milan, dal meno due di ieri mattina al più uno delle 23; la curva Nord che cantava «e se ne va, la capolista se ne va». E più di tutto questo la prestazione, un’impressionante prova di forza e di gioco: l’urlo dell’Inter al campionato, un messaggio forte a chi pensava che sarebbe stato facile scucire lo scudetto dalle maglie dei campioni d’Italia. L’Inter rischia in senso buono di diventare un caso raro: squadra che vince si cambia, per citare l’antitesi di uno dei più noti luoghi comuni. Certo, la società è stata costretta a cambiare, ma lo ha fatto benissimo, e oggi come oggi possiamo dire che quest’Inter di Simone Inzaghi sia bella quanto l’Inter di Antonio Conte.

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Più vincente no, non ancora, perché la corsa scudetto rimane aperta. Il 4-0 al Cagliari è un avvertimento potente alla concorrenza, anche se va fatta la tara: l’avversario, penultimo in classifica, è stato friabile e se non fosse stato per Cragno, il portiere dei rossoblù, autore di 11 interventi, alcuni dei quali strepitosi, il risultato avrebbe assunto dimensioni imbarazzanti.

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Dell’Inter colpisce la maturità di pensiero e la capacità di adattarsi alle situazioni. Ieri sera ha logorato il Cagliari con un possesso mirato alle verticalizzazioni per Dumfries. La squadra ha capito da sé che lì si sarebbe creato il punto di rottura e su quello ha lavorato. Certo, ha pesato la mancata lettura di Mazzarri: quando Dalbert, il dirimpettaio dell’olandese, è stato spostato in mezzo – dove ha fatto uguali danni – tutto era già deciso. Il particolare serve per ribadire la diversità dell’Inter di quest’anno. Se fosse un architetto, Simone Inzaghi sarebbe un razionalista: essenzialità e funzionalità, niente orpelli. L’Inter inzaghiana va dritta al nocciolo, e nel navigatore ha più itinerari".

(Fonte: GdS)

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