La partita finisce quando decide l’Inter: il derby della verità. Le stelle sono più vicine

La partita finisce quando decide l’Inter: il derby della verità. Le stelle sono più vicine

Ecco la nostra analisi di quanto accaduto nel derby tra Inter e Milan

di Marco Macca, @macca_marco

La partita finisce quando lo decide l’Inter. E, mai come in questo derby, è stato giusto così. Mentre “Pazza Inter” risuona in quell’inferno di San Siro trasformatosi d’un attimo in paradiso, Luciano Spalletti strabuzza gli occhi e abbraccia tutti. Stringe i denti e i pugni, vaga per il campo come un condottiero che calpesta il teatro di una battaglia vinta e quasi non realizza quanto accaduto. Ma in fondo lo sa: questa è una di quelle notti che segnano una linea di confine. Tra il prima e il dopo, tra l’incoscienza e la fierezza, tra l’oscurità opaca e la chiarezza che impone una grande squadra. Quella contro il Tottenham era stata l’impresa, quella con la Sampdoria la conferma, questa contro il Milan è la consapevolezza. Tre partite vinte all’ultimo respiro, da Inter, con la follia di un sentimento; tre vittorie dal diverso significato che proiettano Spalletti e i suoi ragazzi in una dimensione tutta nuova, forse ancora inesplorata nella gestione dell’uomo di Certaldo. Ormai questa squadra, dopo quanto fatto vedere in campo contro il Milan, non può più nascondersi.

Spalletti nella conferenza stampa di vigilia aveva affermato di andare in giro a petto in fuori da quando allena l’Inter. Ebbene, quella frase ha fatto decisamente effetto, perché i suoi contro il Milan il petto l’hanno mostrato alla maniera degna di una grande squadra, di un grande gruppo. Vedendo il derby, fin dal primo minuto si era capito che l’atteggiamento dei nerazzurri era quello di chi ha tutta la voglia del mondo di dimostrare a tutti che sì, l’Inter è tornata. E non ha alcuna intenzione di fermarsi proprio ora. C’è un mondo che attende i ragazzi di Luciano, un orizzonte di infinite potenzialità da esplorare e dominare. Il vertice è ancora lontano: d’altronde, questa Juventus sembra praticamente imbattibile. Ma lo si vede anche dagli occhi di Icardi e compagni: qualcosa è cambiato. Le sensazioni, le emozioni e l’anima sono strumenti potentissimi.

E allora eccoci a raccontare un derby giocato a martello, dall’inizio alla fine. Premendo, pressando, pensando e proponendo. L’Inter ha strattonato le certezze di un avversario storico e quotato come il Milan per l’ha ridotte a paura, a tratti anche timore reverenziale. Ed è solo un caso che il gol vittoria sia arrivato (ancora una volta) all’ultimo respiro, all’ultimo soffio di una notte che stellare doveva essere e che stellare alla fine è stata. Quest’Inter poteva vincere con un punteggio ben più ampio, e questo la dice lunga su quanto sia cambiato in poco più di un mese, dal momento in cui è partito quel sinistro di Dimarco a San Siro in Inter-Parma. Le emozioni che regala un derby sono assolutamente uniche, e vincerlo in questo modo rischia di offuscare anche il pensiero razionale su quello che è il nuovo volto dell’Inter nel suo insieme.

La società avanza a grandi passi verso uno status internazionale degno delle più grandi potenze mondiali, mentre in campo la squadra vince, convince e manda un messaggio a tutti. L’Inter tutta sta davvero tornando. Per giorni si era parlato del derby, si era alzata l’asticella delle aspettative: i nerazzurri hanno risposto alla grande. Segno di una mentalità cresciuta, segno di una concentrazione massima. E questo non può che essere il segnale di una grande squadra che sta crescendo. Vincere il derby così è ancora più bello probabilmente. E, nella gioia, non si può che fare il nome di Mauro Icardi. Il castigatore del Milan, colui che molti continuano imperterriti a criticare e che non fa altro che segnare a raffica e trascinare l’Inter verso le stelle. La tripletta dello scorso anno da fuoriclasse si unisce a un gol di una pesantezza inaudita. E, forse, ancor più pesanti sono le parole del capitano dopo la partita: “Barcellona? Ce la giochiamo con tutti. Questa è la nostra strada“. Parole di un capitano vero, di un leader, di uno che non contribuisce solo con i gol. Questa Inter vuole davvero giocarsela contro i marziani, contro tutti, in giro per l’Europa. E allora ecco che il derby si inserisce in un quadro più ampio e roseo, quello della dimensione di una superpotenza. L’Inter lo sta diventando.

Chiusura dedicata ai tifosi di San Siro: a partite dalla coreografia (assolutamente spettacolare), il popolo dell’Inter ha dimostrato ancora una volta il suo livello altissimo, sotto tutti i punti di vista. Se la squadra e la società avanzano a grandi passi verso le stelle, buona parte del merito è anche il loro. Due parole: avanti così. Perché il derby sia la partita della definitiva consapevolezza.

 

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