L’importanza di Nainggolan per l’Inter? Spalletti e quella scelta, non solo di mercato

L’editoriale di Sabine Bertagna

di Sabine Bertagna, @SBertagna

C’è un filo sottile ma indissolubile che lega i destini di Luciano Spalletti e Radja Nainggolan, proprio alla vigilia della sfida con il loro passato più importante. Qualche giorno fa, ai microfoni di Inter TV, il belga aveva ricordato quanto gli anni romani fossero un ricordo ancora vivo: “Contro la Roma? Ho lasciato tanti bei ricordi, dispiace che sia uno scontro diretto contro di loro ma ormai devo pensare a fare il bene dell’Inter e dobbiamo pensare a vincere. Per me sarà una partita speciale, dipenderà da noi. Se entriamo con la personalità giusta possiamo fare una buona partita. Li sento ancora i miei ex compagni, quattro anni e mezzo non si dimenticano. Purtroppo nel calcio è così: si va avanti su strade diverse. L’importante è che ho un bel ricordo e a Roma (intendo la città) ci tornerei più che volentieri”. Più pacata la risposta di Luciano, oggi in conferenza stampa: “Questa è una gara dove posso portare 3 punti a casa quindi l’attenzione è tutta li, poi c’è il ricordo di stagioni fatte in panchina alla Roma, tutte in maniera molto sentita, vissuta, perchè a me piace far così. Ho solo un bellissimo ricordo. Tiro sempre una riga dietro di me per non essere invogliato a girare e tornare indietro, però è una bella cosa quella che ho alle spalle e non dimenticherò mai. Ritroverò tante persone che conosco che saluterò”. La differenza nei toni, lieve ma evidente, è racchiusa nella narrazione di due addii molto diversi: quello di Luciano consapevole e cercato, quello di Radja un po’ forzato dagli eventi (un addio che gli ha lasciato ancora qualche strascico da innamorato tradito). Entrambi hanno tirato la famosa riga e ora, anche se le domande portano sempre lì, a quei ricordi più o meno intensi, non c’è spazio per altro che non si chiami Inter.

L’importanza di Radja Nainggolan per una squadra è facilmente riassumibile nella sua tendenza a diventare un simbolo. Lo diventa in campo, per ragioni tattiche, di gambe e di intuizioni calcistiche, con un fare di chi sa come comandare il gioco, ma lo diventa presto o tardi anche fuori, lontano dall’erba, nel cuore dei tifosi che imparano presto ad amarlo (se non sono tifosi juventini). Un processo, quest’ultimo, che all’Inter ha subito un rallentamento, in virtù degli infortuni (e di qualche vizio di troppo) che hanno privato i nerazzurri dell’apporto del Ninja in alcuni dei momenti fondamentali della stagione, ma soprattutto per quelle frasi che spesso hanno ammiccato alla precedente squadra. Nonostante questo, anche quando Radja non era al 100% si è intuito il motivo per il quale Spalletti lo avesse fortemente voluto all’Inter. Per colmare immediatamente quel gap che l’Inter doveva necessariamente affrontare al fine di confermarsi negli obiettivi stagionali. Per questo motivo, ma non solo.

Il centrocampista belga ha una qualità che lo rende prezioso, soprattutto di questi tempi. Soprattutto all’Inter. Radja ha la forza mentale che ti cambia un gruppo, trascina più o meno silenziosamente, la sua è una voce riconosciuta. Lo vedi in campo perché quando sta bene si fa in quattro per la squadra. Lui è un giocatore che intende il calcio in un solo modo: lui gioca per la squadra. Le sue parole sul caso Icardi lo confermano e suggellano uno dei motivi che ha spinto Spalletti a ritenerlo un giocatore così necessario per questa Inter. Hanno vivacemente confabulato, Radja e Mauro Icardi, nella partita contro il Frosinone. In uno scambio di ruoli (antichi e sorpassati). Non è solo una questione finanziaria, anche se certamente questo fattore ha pesato nello scambio di mercato, ad aver indirizzato Zaniolo alla Roma e Nainggolan all’Inter. È principalmente una questione di scelte. Non banali. A volte rischiose. Parlano la stessa lingua, Luciano e Radja. E rispettano le stesse leggi. Uniti da un patto che ha come obiettivo la Champions League. A proposito dell’importanza dei singoli Luciano ha mantenuto oggi una posizione volutamente pacata (quando gli abbiamo chiesto se si aspettasse qualcosa di più da Ivan Perisic in questo finale di stagione): “Mi aspetto tanto ma da molti dei miei calciatori, soprattutto in questo momento. Quando diminuiscono le giornate i risultati diventano ancora più importanti. Mi aspetto che ci sia la considerazione corretta del momento che stiamo attraversando”. Tutti i giocatori sono importanti. Alcuni, come Radja, sono più importanti degli altri.

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