L’Inter chiede l’ultima spinta ai tifosi: bolgia per 90 minuti. Ma poi saranno i tifosi a chiedere…

L’Inter chiede l’ultima spinta ai tifosi: bolgia per 90 minuti. Ma poi saranno i tifosi a chiedere…

Riflessioni sulla disfatta di Napoli

di Marco Macca, @macca_marco

Anche provando ad analizzare lucidamente quanto accaduto a Napoli, resta difficile trovare parole che non siano un inno alla rabbia per definire la prestazione messa in campo dall’Inter. Perché perdere al San Paolo può sì rientrare nell’ordine delle cose (del resto, se la vittoria in Campania manca da 22 anni, qualcosa vorrà pur dire), ma accettare una disfatta in questo modo è esercizio davvero arduo.

Tutto si può dire ai tifosi dell’Inter, meno che meritino una squadra senz’anima, consegnatasi deliberatamente a un avversario che non aveva più alcuna motivazione di classifica, e che invece ieri sembrava in corsa per il titolo di campione d’Italia. Perché tutto si può accettare, meno che si affronti una partita decisiva senza il men che minimo briciolo di cattiveria agonistica, professionalità, dedizione alla causa. Ci sarebbero tanti termini da poter associare alla prestazione di ieri, molti di essi fin troppo forti per essere scritti. Ma siamo sicuri che tutti i tifosi dell’Inter avranno capito di cosa stiamo parlando. La squadra ha iniziato a consegnarsi all’avversario fin dalle parole di Spalletti del giorno prima. Davanti ai microfoni, infatti, si è presentato un allenatore rassegnato, scarico, pronto a rimandare tutto all’ultima giornata, quasi se sapesse in principio che la gara di ieri fosse persa in partenza. E’ mentalità da Inter questa? Crediamo di no.

i giocatori dell'inter escono a testa bassaDalla scorsa stagione i passi in avanti non ci sono stati, questo è evidente. E non ci riferiamo al gioco, che pure (almeno, a volte) è migliorato, con più identità in fase di possesso e un’idea più definita sulla filosofia da voler adottare. Ma è dal punto di vista psicologico che questa squadra non ha fatto il salto di qualità, e questo è evidente. Ci si aspettavano cattiveria, mentalità vincente, voglia di lottare, di avvicinarsi alla vetta e rimettersi con prepotenza finalmente sulla cartina delle grandi d’Europa. Nulla di tutto questo. Chi difende a priori questa squadra dovrebbe porsi delle riflessioni profonde.

Detto tutto ciò, anche se sembra un abuso verso la loro pazienza, ai tifosi si chiede ora un ultimo sforzo: è evidente che questa squadra, senza il loro apporto, non può farcela. Troppo debole mentalmente, troppo preda delle sue paure, troppo incapace di rialzarsi. In sintesi, troppo mediocre. Ecco che allora San Siro diventa ancora una volta fondamentale. Perché, rispetto al 20 maggio dello scorso anno (data che doveva essere il nuovo inizio e che invece si è trasformata in un’oasi nella lunga agonia), l’Inter ha il vantaggio di giocarsi tutto davanti ai propri tifosi. Serve tutta la loro voce per reggere il peso di una paura che ha costretto un popolo intero a specchiarsi ancora nella sofferenza. La mediocrità di questa squadra ha costretto l’Inter a riabbassare la testa e solo San Siro è in grado di rialzarla.

Questo, prima che tutto finalmente ricominci. E che il nuovo inizio (quello vero) possa essere libero dalla mediocrità e, permetteteci, dall’indecenza. Perché una partita come quella di ieri non si ripeta. Questi tifosi, del resto, non lo meritano.

 

 

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