L’Inter sta cambiando, Pioli ha già mantenuto una promessa. E che “esempio” Icardi…

Sono passati solo 21 giorni dal suo approdo nel mondo Inter, ma Stefano Pioli ha già mantenuto una promessa

di Dario Di Noi, @DarDinoRio

21 giorni, 3 gare ufficiali e tanto lavoro dopo, chi ha seguito l’Inter di Stefano Pioli può trarre una netta conclusione: una promessa è già stata mantenuta. Matita rossa in mano, ‘tick’ d’ordinanza e plauso al tecnico emiliano, capace di rispettare un credo mai nascosto sin dal primo giorno di Inter. Nella sala stampa di Appiano, lo scorso 10 novembre, il nuovo allenatore scelto da Suning ha dimostrato una chiarezza di idee quasi sorprendente. Lo ha fatto, ad esempio, quando gli è stato chiesto dei problemi dell’Inter ad andare in gol. Segna solo Icardi? Vero, ma “in tanti possono fare gol: gli attaccanti esterni, i trequartisti e i centrocampisti che devono inserirsi di più. Uno dei miei obiettivi è far occupare meglio l’area avversaria, con più giocatori e tempi migliori, per non avere un solo terminale offensivo, isolato e non supportato”. Beh, Pioli lo ha detto e lo ha subito fatto. In sole 3 partite con la nuova guida, la media gol è salita alle stelle, assieme alla quantità di azioni offensive e alle conclusioni a rete: con De Boer il gol era lontano la distanza di un binocolo, mentre con Pioli certe gioie stanno arrivando a raffica. Dai 15 gol in 14 partite firmati De Boer (13 in undici di A, 2 in tre di EL), l’Inter è passata ad 8 reti in tre match con Pioli (6 in due di A, 2 in una di EL). Per giunta, il neo allenatore ha riscoperto le qualità sotto porta di due giocatori che le avevano quasi dimenticate. Pioli voleva i gol dei trequartisti e gli inserimenti dei centrocampisti: riecco così Brozovic e Candreva, a segno per ben due volte nell’ultima settimana e mezzo. Altro che scontri insomma: il croato ha dimenticato i castighi di De Boer, così come Candreva si è lasciato alle spalle i presunti dissidi laziali. Resta un punto fermo assoluto, stabile nei pieni di Icardi. Insomma, pproprio come voleva lo stesso Pioli: “Sono contentissimo di allenarlo – disse quel 10 novembre. “Un grande attaccante che segna con continuità. Spero continui a farlo, con il grande impegno, il sacrificio e la volontà che dimostra sul campo. E’ un esempio da seguire”. Ebbene sì, perché può cambiare qualsiasi guida tecnica ma il numero uno nella classifica dei cannonieri nerazzurri resta sempre e solo lui: 8 gol con De Boer, 3 con Pioli e mettiamoci pure Vecchi, spettatore di altre tre reti targate Maurito. Da qui non ci si scosta: un trascinatore, un capitano, un goleador. Per dirla alla Pioli, un vero esempio.

(FCINTER1908)

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