Inter, gli eroi del Triplete al Festival dello Sport: rileggi qui tutte le parole dei presenti

Inter, gli eroi del Triplete al Festival dello Sport: rileggi qui tutte le parole dei presenti

Premi F5 per aggiornare e segui la diretta testuale di Fcinter1908.it, presente a Trento con i suoi inviati

di Daniele Vitiello, @DanViti

E’ il momento più atteso dai tifosi nerazzurri al Festival organizzato dalla Gazzetta dello Sport. A Trento, dove sono presenti anche gli inviati di Fcinter1908.it, vanno in scena gli eroi del Triplete nerazzurro. Aneddoti, opinioni e curiosità di ogni genere riportati nel live testuale che vi proponiamo di seguito. Restate collegati per non perdervi nulla.

Ore 18.03 – Ci siamo. Inizia l’evento con l’ingresso dei protagonisti. Sul palco, Julio Cesar, Francesco Toldo, Paolo Orlandoni, Maicon, Materazzi, Zanetti, Milito. Con loro anche Marco Branca, direttore tecnico di quel periodo, insieme a Tronchetti Provera e Massimo Moratti.

Ore 18.11 – Marco Branca ricorda l’operazione che portò Ibrahimovic al Barcellona e Eto’o in nerazzurro: “Quella trattativa non ci colse di sorpresa, già dalla partenza di Maxwell sapevamo che Ibra voleva giocare al Barcellona ed era da due, tre anni che parlavo con l’entourage di Eto’o. Mi chiamò il presidente quell’estate in una delle sue case, ricordo che c’erano un sacco di zanzare, perché c’erano i dirigenti del Barcellona per parlare di Ibrahimovic di ritorno da una trattativa per un difensore dello Shakhtar”. Prosegue Moratti: “C’era stata una cena a Barcellona un mese prima e il presidente mi aveva chiesto di Ibrahimovic, io ero tranquillo e sicuro, gli dissi che era un grande centravanti e che ci aveva fatto vincere lo scudetto. Dissi “qualunque cifra moltiplicala per 4”. In venticinque minuti ci siamo messi d’accordo a Milano, mi disse “ho moltiplicato per 3″. Io avevo un altro centravanti però e mi basavo su quel signore che è seduto lì (Milito ndr). Eravamo convinti di questa operazione con Eto’o, che fino ad allora si era comportato abbastanza bene”.

Ore 18.14 – Zanetti: “Mourinho aveva grande convinzione. Dopo la partenza di Ibrahimovic sono arrivati grandi giocatori come Milito, Sneijder, Thiago Motta, Lucio ed Eto’o e questo ci ha permesso di poter affrontare tutte le competizioni come volevamo, arrivando in fondo. Per noi sarà sempre una cosa indimenticabile”.

Ore 18.20 – Julio Cesar: “Lucio aveva questo temperamento un po’ matto, ad ogni gol veniva da me e mi spingeva. Quando partiva in avanti e non tornava c’era il capitano che copriva. Il derby d’andata di Sneijder? E’ un po’ il segreto di Mourinho, che sapeva leggere ogni calciatore e far diventare un calciatore normale il più forte. Sneijder giocò una grande partita con un solo allenamento”.

Ore 18.21 – Milito sul penalty realizzato contro il Milan quel 29 agosto: “Molto centrale, l’importante è stato fare gol comunque”. Maicon: “C’era questa tattica di lanciare Eto’o perché era il più veloce di tutti, lo lanciai provando solo a mettergli la palla sui piedi”. Materazzi: “Gattuso? A me non disse nulla dopo l’espulsione, probabilmente a Seedorf si. In quella circostanza Seedorf non era pronto per entrare in campo. Rino per me è come un fratello, gli voglio bene, ma spero di batterlo sempre”.

Ore 18.25 – Moratti sulla trasferta di Kiev e la vittoria in extremis: “Tutto negli ultimi minuti, un po’ quello che sta facendo l’Inter di oggi alla quale auguro gli stessi risultati. Stranamente segnò Milito anche quella sera (sorride ndr). Sul secondo gol fece una cosa molto intelligente. Credo comunque ci fosse uno spirito di squadra che andava oltre il risultato: c’era una consapevolezza data dal lavoro di Mourinho, che mandava i suoi in campo con una sicurezza data dalla conoscenza esatta del gioco di qualsiasi avversario. In più, il talento di ognuno di loro non si discute”. Zanetti: “Difesa a tre strana quella sera? Io, Lucio e Maicon, ma in realtà ero l’unico a stare in difesa. All’intervallo ci parlò chiaramente: dovevamo rischiare per ribaltare il risultato e andare avanti in Champions. Quella squadra ci credeva fino alla fine, era fatta prima di uomini e poi di grandi calciatori. Questo è stato il segreto”.

Ore 18.30 – Julio Cesar sul derby di ritorno: “E’ stato un derby emozionante alla fine. Se prendevamo gol su rigore alla fine era un casino. E’ stata una parata importante quella su Ronaldinho, è stato il più forte al mondo per tre, quattro anni di fila. Alla fine sono andato a festeggiare con i miei compagni sotto la curva. Tronchetti Provera: “Le manette di Mourinho? La capacità di esprimere quello che volevamo dire tutti con un gesto. Da lì è diventato eroe per sempre”.

Ore 18.34 – Materazzi: “Mourinho attirava tutte le attenzioni su di sé? Appena atterrato sul pianeta Inter si è documentato”. Moratti: “Mourinho mi era rimasto in mente non per la vittoria in Champions League con il Porto, ma per una intervista di due anni prima dopo un pareggio contro il Deportivo La Coruna in coppa. I giornalisti gli chiesero della partita di ritorno, lui rispose che stava pensando già alla finale. Vidi che era un grandissimo”.

Ore 18.37 – Sale sul palco anche Alessandro Antonello, attuale amministratore delegato dell’Inter: “Sono molto emozionato da interista prima ancora che da dirigente. Qui c’è la storia e speriamo che i ragazzi di oggi possano dimostrare lo stesso orgoglio e lo stesso attaccamento alla maglia”.

Ore 18.38 – Toldo su Inter Forever: “All’Inter sono passati grandissimi giocatori, ma alla fine tutte queste energie andavano disperse. Chiesi al presidente Moratti di poterli radunare tutti ed ora il progetto è realtà. L’attaccamento alla maglia va oltre il divertimento, per cui ringrazio questi ragazzi per i sacrifici e ringrazio anche la società. Quando fischia l’arbitro non vogliamo perdere, anche quando si tratta di beneficenza”.

Ore 18.41 – Milito racconta il doppio confronto con il Chelsea: “Cercavo sempre la sterzata, a volte andava male, altre invece è andata bene. E’ stato importante segnare in una gara importante come quella con il Chelsea”. Zanetti: “La gara di ritorno fu un altro grande segnale da parte nostra. Dopo aver vinto all’andata 2-1 sapevamo le difficoltà che potevamo incontrare a Londra, ma Mourinho ci trasmise grandissima sicurezza. Ci serviva il pareggio, ma andammo a vincere”. Orlandoni: “La sconfitta con il Catania fu pesante e tosta da digerire anche per i presenti. Mourinho ne ha dette parecchie a parecchi di noi, non mandava le cose a dire e anche questa era la sua forza. Ognuno si è preso la sua palata ed è servito”. “Dopo aver perso 3-1 a Catania ci presentammo a Londra e venivamo da un clima particolare. Poi Mario (Balotelli ndr) pensò bene di andare a pranzo con Raiola, noi eravamo a pranzo e commentavamo questa cosa. Ma eravamo più forti anche di queste cose”.

Ore 18.45 – Branca: “Il 4-2-3-1 con Eto’o e Pandev esterni? Mourinho ce ne parlò. Eto’o dopo esser tornato dalla Coppa d’Africa aveva un pizzico di malumore, poi si chiarirono una notte prima della partita con l’Udinese. Mourinho riuscì a convincere Eto’o che poi fece delle partite meravigliose”. Moratti: “Contro il Chelsea è stata una soddisfazione enorme vincere in trasferta, soprattutto per lo stesso Mourinho”.

Ore 18.50 – Zanetti: “Non avevamo paura di perdere lo scudetto, bisognava fare tutto il possibile fino in fondo per vincere tutte le partite. La Roma è stata una grande avversaria, ricordo l’immagine di quando passammo davanti al loro spogliatoio quando perdemmo all’Olimpico. Qualcuno disse: “Dobbiamo solo vincere il derby per vincere il campionato”. Quella frase mi rimase in mente e me la portai a casa quel giorno”.

Ore 18.50 – Maicon racconta il gol alla Juventus: “Un grandissimo gol. Ogni tanto dobbiamo riuscire a fare qualcosa di diverso. La partita stava finendo e bisognava fare gol per vincere”. 

Ore 18.55 – Milito sul gol al Barcellona nella semifinale d’andata: “Rivedendolo ora, per me non è in fuorigioco (sorride ndr)”. Tronchetti Provera: “Lo scontro con il Barcellona fu quello più difficile, avendoli battuti si è capito che si poteva vincere la Champions. Ci presentammo in finale convinti di poter vincere. Quell’urlo dopo il Barcellona fu liberatorio”. Moratti: “La partita si soffre sempre, inizi a guardare i secondi che passano, ma quando l’arbitro buttò fuori Thiago Motta nel ritorno fu difficile. Entrò in gioco la forza e la determinazione di questi ragazzi, è stata la partita più importante e gloriosa di quell’anno. E’ stata fantastica, ci diede grande sicurezza per la finale. Bravo l’allenatore e bravissimi i calciatori anche a far fronte all’espulsione di un compagno”. Tronchetti Provera: “La cosa unica di quella Inter era lo spogliatoio. Senza quello spogliatoio, Eto’o terzino per 68′ non lo avremmo mai visto. C’era qualcosa di straordinario”. Julio Cesar: “La parata su Messi? Vale il discorso fatto per Ronaldinho. Per il calciatore che ha tirato e la squadra che affrontavamo è sicuramente la parata più bella ed importante della mia carriera”.

19.05 – Si passa ai trofei vinti. Rassegna dei gol di Milito che hanno deciso le tre partite finali dell’Inter. Andrea Elefante della Gazzetta dello Sport spiega: “Prima del gol di quel signore lì a Siena, la Roma era campione d’Italia. Loro comunque sono andati a giocare la finale di Madrid già consapevoli che avrebbero vinto, anche se loro non lo ammetteranno mai”. Moratti: “Si gode uno scudetto a sei giorni da una finale di Champions? Sì, sì. Ci trasmettevamo felicità a vicenda”. Tronchetti Provera: “Dopo la partita a Siena c’era Mourinho in lacrime da solo in pullman, sdraiato. Non ne aveva più”.

Ore 19.20 – Milito sui gol contro il Bayern Monaco in finale: “Quando li riguardo le emozioni sono le stesse di quel giorno. Passerà il tempo, ma sarà sempre così. Per tutta la vita”. Materazzi: “Una settimana prima, durante la finale di Coppa di Germania, Mourinho mi mandò un messaggio e mi disse “2-0 facile”. Dissi “ma questo è matto”, ma aveva ragione”. Tronchetti Provera: “Con l’Inter si sa che può succedere di tutto, è stata l’unica volta che ho visto Moratti allo stadio con la consapevolezza che non potesse succedere una catastrofe. Se era lui così, vuol dire che lo spogliatoio era così. Non poteva che finire così”. Moratti: “Malgrado tutto, benché fossimo tranquilli per merito dei calciatori, ad un minuto e mezzo dalla fine, in pieno recupero, Platini si gira verso di me per darmi la mano, mi girai e gli dissi: “Nemmeno per sogno. Alla fine”. Mourinho? Si sapeva che sarebbe andato via, ha chiuso come doveva, nel migliore dei modi”. Orlandoni: “Li ho minacciati tutti, scriverò un libro con tutti gli aneddoti. Quella partita fu l’ultima anche per il signore che ho di fianco (Toldo ndr). Nessuno lo sapeva, venne da me e disse: “Orlo ho finito, non gioco più”. Dà il valore ad una persona che ha dato tanto a questo gruppo ed ha chiuso nel migliore dei modi”. Toldo: “Non è facile fare da secondo o terzo ad un mostro sacro come Julio, ma il segreto è davvero dare tutto già nei campi d’allenamento. Le immagini che abbiamo visto sono da brividi e i ragazzi di oggi devono arrivare di nuovo a questi traguardi, lo merita tutto il popolo nerazzurro”. Antonello: “Siamo a raccogliere il testimone di questa grande Inter, il nostro dovere è quello di portare un trofeo a casa. Stiamo lavorando duramente e vogliamo portare risultati, tutti quelli che lavorano all’Inter lo fanno con passione: c’è voglia di dare gioia e felicità ai tifosi. Noi interisti abbiamo bisogno di rivivere queste emozioni molto forti. Ci vuole tempo. Abbiamo una proprietà molto importante, colgo l’occasione per portare i saluti di Steven Zhang che non è potuto venire. Vi posso garantire che sentiamo assolutamente la vicinanza di una famiglia e di un gruppo, le persone che ci seguono dalla Cina sono tante. Ritroviamo i valori importanti, siamo una grande famiglia. Vi garantisco che nonostante sembrerebbe esserci un po’ di distacco, amano tantissimo l’Inter e fanno un grandissimo tifo”.

Ore 19.35 – Finisce tra gli applausi questo graditissimo evento per i tifosi dell’Inter.

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