Lukaku, apertura dello United: sì al pagamento biennale, ma la richiesta spaventa l’Inter

Lukaku, apertura dello United: sì al pagamento biennale, ma la richiesta spaventa l’Inter

Il blitz londinese di Ausilio ha regalato nuove certezze ai nerazzurri

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Romelu Lukaku, Manchester United, 2019

Nel giorno in cui l’Inter, di fatto, ha chiuso l’acquisto di Nicolò Barella, vanno registrati dei passi in avanti nella trattativa per Romelu Lukaku: il blitz londinese di Piero Ausilio è servito per avere un primo confronto diretto con il Manchester United. Incontro che ha regalato sensazioni positive ai nerazzurri, ma anche la consapevolezza delle difficoltà dell’operazione. La Gazzetta dello Sport fa il punto della situazione.

LA NOTA POSITIVA – “Ottantatré milioni di euro, al cambio 75 milioni di sterline: questa è stata la richiesta del Manchester ad Ausilio. E, a fronte della possibilità di un pagamento pluriennale, lo United ha esposto la seguente soluzione del caso, aprendo le porte a una soluzione biennale. Da questo punto di vista, la missione va considerata positiva. L’Inter ora sa che si può ragionare su un’operazione da scaglionare su più esercizi di bilancio, un po’ come accaduto con il Cagliari nell’operazione Barella“.

LA NOTA NEGATIVA – “Il punto negativo è che siamo sufficientemente lontani dalla valutazione che dà l’Inter del giocatore, ovvero tra i 60 e i 65 milioni. I 60 milioni – tra l’altro – sono la soglia sotto la quale lo United non vuole e non può scendere per non produrre una minusvalenza, considerando che una quota della cifra di vendita – 5 milioni – dovrà essere girata dallo stesso Manchester all’Everton. A queste cifre, in considerazione della posizione ferma dello United, il dialogo resta complicato. Lo sanno Marotta e Ausilio: quest’ultimo è rientrato ieri sera a Milano. Adesso però l’Inter sa come affrontare l’operazione. E nelle prossime ore studierà come fare il prossimo passo. Partendo dal pagamento biennale, bisognerà alzare di molto la cifra del prestito iniziale, per poi lavorare sui bonus che permettano di avvicinare i famosi 83 milioni di euro“.

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