Malagò: “Solo un matto può pensare che la Serie A non debba ripartire. Dico anche che…”

Le parole del presidente del CONI ai microfoni di Sportitalia

di Daniele Vitiello, @DanViti
Giovanni Malagò

Giovanni Malagò, presidente del CONI, è intervenuto questa sera in collegamento con Sportitalia. Queste le sue dichiarazioni: “Non ho mai detto che il calcio non dovesse ripartire, anzi. Ho detto un’altra cosa, che non è assolutamente in contraddizione: il calcio è un’impresa. Chi è quel matto che può pensare che l’impresa non debba mettersi in moto prima possibile? In più c’è una componente sportiva che sappiamo benissimo quanto sia collegata a questo gioco che è il più amato nel nostro Paese. Ho sempre sostenuto che, essendo il calcio un’azienda del tutto atipica rispetto a qualsiasi altra, ha delle dinamiche diverse. In altre aziende non ci sono contratti che scadono al 30 di giugno o una stagione che si apre e si chiude. Non hanno interlocutori come le emittenti tv con le quali bisogna confrontarsi”.

PIANO B“Dico che è altrettanto doveroso prevedere un’alternativa, un piano B. Perché, se per un qualsiasi motivo non tutto dovesse andar bene, non vorrei che un problema già grande diventi insormontabile. Ripartire a settembre? Non so se può essere questo il piano B. Dico solo che bisogna prepararsi al caso in cui non tutto dovesse andare per il meglio. Spadafora non d’accordo con la ripresa? Coi miei capelli bianchi ho imparato che è non interpretare il pensiero di soggetti istituzionalmente diversi da me. Quello che è sicuro è che il Governo ha qualche considerazione in più da fare se non ci muoviamo tutti insieme, ma solo uno”.

GOVERNO“Ho avuto coraggio anche in passato di espormi nei confronti di esecutivi che non erano stati particolarmente gentili nei confronti del mondo che rappresento. Io rappresento un pezzo dello Stato, sono un funzionario pubblico. Pur non essendo tacciabile di essere un ruffiano di questo o di quel Governo, dico che c’è molta disponibilità ad ascoltare le nostre istanze e nel cercare di venirci incontro. Fino a ieri pomeriggio sono stato in videoconferenza con il Ministro e con il suo staff. Siamo entrati nel dettaglio di tutto, avendo ascoltato tutte le discipline sportive e tutte le associazioni. Andiamo dalla Juventus che è una SPA all’ultima ASD di questo Paese. Ci hanno chiesto cosa le società vorrebbero e come affronterebbero la situazione. Stiamo raccogliendo questi dati al momento insieme ai medici sportivi. Inoltre abbiamo chiesto al Politecnico di Torino come ci dovremmo comportare a livello pratico negli spogliatoi, nei corridoi e negli ambienti promiscui. Entro fine settimana prossima consegneremo questo documento. Questo documento iniziale non prevede la presenza del pubblico. Al momento questa non è una priorità. L’unico protocollo fuori dall’egida dei medici sportivi è quello del calcio, che domani da solo presenterà la propria proposta al Governo”.

SERIE A – “Il calcio sta giocando una sua partita rispetto agli altri sport. Ne ha diritti e doveri, è un dato di fatto. Continuate a parlare di ‘calcio’, che non c’entra nulla. Ovviamente il riferimento che fate è alla Serie A, perché è impensabile che il protocollo sia applicabile a qualsiasi partita di qualsiasi divisione”.

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