Stadio, striscioni contro Inter e Milan. Antonello: “Progetti non definitivi, ci sono…”

Stadio, striscioni contro Inter e Milan. Antonello: “Progetti non definitivi, ci sono…”

Scaroni e Antonello incontrano i cittadini per il progetto stadio. Ma l’accoglienza non è delle migliori per Inter e Milan

di Redazione1908

L’appuntamento nella sala consiliare del Municipio 7, a due passi da San Siro, non è iniziato nel modo migliore per Inter e Milan. Le due società, rappresentate da Scaroni e Antonello, vogliono presentare il progetto stadio ai cittadini. Ma i primi striscioni degli abitanti del quartiere non sono esattamente di benvenuto.

“No cementificazione per ripianare i bilanci delle squadre”, “No stadio a 30 metri dalle case”, “Giù le mani da San Siro”, alcuni degli striscioni esposti dai cittadini.

Il presidente del Municipio 7, Marco Bestetti,  ha commentato: “Abbiamo organizzato questa seduta con le due società perché riteniamo che i due progetti di sviluppo necessitino di una fase di ascolto e di vicinanza a con la cittadinanza. Sono stati presentati i due migliori progetti e adesso vogliamo organizzare un confronto pubblico in cui Inter e Milan possano presentare direttamente ai cittadini i progetti, affinché tutti possano rispondere punto su punto. Ci sono interrogativi, domande e perplessità che possono essere fugate”.

Parla Antonello (Inter): “Siamo qui perché i due club hanno presentato uno studio di fattibilità al comune di Milano come prevede la normativa a cui ci atteniamo, ma siamo qui perché vogliamo dialogare. Ci teniamo perché la presentazione del progetto è solo l’inizio di un percorso di dialogo con cittadini e tifosi. Vogliamo chiarire un concetto: non abbiamo presentato solo progetti ma fatto domande di pubblico interesse per capire se questi progetti potessero avere interesse pubblico. Per noi oggi è importante iniziare questo percorso perché i due progetti non sono definitivi, vogliamo ascoltare la cittadinanza e le istituzioni per capire se ci sono altre idee. È giusto chiarire la nostra posizione perché si è parlato di monologo dei club mentre non è stato così, abbiamo solo seguito i passaggi formali previsti dalla normativa e oggi ci fa piacere essere con voi. I progetti prevedono interventi importanti sui quartieri con relativi miglioramenti, ma ci sono anche altri progetti meno specifici perché vogliamo prima ascoltare voi. Questo per noi è un punto di partenza, vogliamo ascoltarvi e anche darvi maggiore chiarezza”.

Parla Scaroni (Milan): “Perché un nuovo stadio? Noi tutti amiamo il Meazza, non pensate che non lo amiamo. Ci andavo da bambino e ci vado adesso. Il Meazza ci sta a cuore. L’altro giorno parlavo con Maldini e mi diceva di averci giocato 453 partite, ma nonostante ciò sposa totalmente il nuovo progetto. Vogliamo uno stadio moderno con i servizi che si danno oggi ai tifosi. Vogliamo che sia accessibile ai diversamente abili, oggi in difficoltà a San Siro. Vogliamo poterci confrontare con le diverse realtà europee. Inoltre pensiamo che alla città sia utile che quella zona della città sia viva sempre, mentre se ci andate adesso vedrete una landa desolata. Vogliamo una bella zona della città e non solo un parcheggio attivo nei giorni della partita. Vogliamo un luogo in cui arriveranno anche turisti stranieri, con servizi, musei, bar e ristoranti”

Interviene ancora Antonello (Inter): “I tre anelli di San Siro non hanno legami ma sono appoggiati l’uno all’altro e questo nel tempo ha creato limitazioni e disagio. Cinque anni fa siamo partiti con un’idea di ristrutturazione poi ci siamo confrontati col Milan e siamo giunti a una conclusione diversa perché il Meazza non ha spazi sufficienti per dare a tutti i tifosi servizi idonei per chi vuole godersi uno spettacolo allo stadio. Ci sono tutta una serie di servizi, oggi, che nel 1926 non erano concepiti. É evidente che adesso è impossibile recuperare ulteriori spazi. Inoltre la visibilità dal primo anello è possibile solo verso il campo e non consente di vedere le bellissime coreografie dei nostri tifosi.

Muoversi a San Siro è difficoltoso, non è adeguato alle normative. Non ultimo il livello di servizio dei tifosi del secondo e terzo anello: oggi ci sono più di 50 mila tifosi che vengono allo stadio a vedere le partite e hanno servizi scadenti, sia per quanto riguarda il bar che i servizi igienici. Inter e Milan hanno studiato un progetto di ristrutturazione, ma è un progetto molto invasivo che prevede la rimozione del primo anello, delle torri, del terzo anello e l’abbassamento del tetto. Poi bisognerebbe ricostruire tutto. Abbiamo voluto rispondere a una domanda: ma al termine di questi lavori l’identità di San Siro sarebbe ancora la medesima? La risposta è no. Inoltre dopo la ristrutturazione la capienza di San Siro sarebbe inferiore ai 60 mila posti. Negli ultimi 10 anni San Siro ha presentato una presenza media di 50 mila persone. Inoltre, dal lato della tribuna arancio non si potrebbe ristrutturare perché é ai confini di un’altra proprietà a cui non abbiamo accesso. L’ultimo punto è quello della sicurezza, perché effettuare lavori così a San Siro, aprire e chiudere accessi al cantiere, non garantisce sicurezza.

Ristrutturare sarebbe un disagio per club e tifosi, di conseguenza dobbiamo tenere a disposizione anche questo aspetto”.

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