Non ci saranno sorprese: Conte è dell’Inter. Icardi, ecco come stanno le cose. Skriniar, chapeau!

L’editoriale di Alfio Musmarra su Fcinter1908: da Conte a Icardi, ecco tutti i temi caldi in casa Inter

di Alfio Musmarra, @IlMusmy
Musmarra in studio a QSVS

Anche quest’anno l’Inter lotta per il posto Champions fino all’ultimo respiro un po’ come la scorsa stagione: ci abbiamo messo tanto del nostro perché avremmo potuto raggiungere l’obiettivo con molta più serenità al netto delle problematiche emerse in corso d’opera, detto questo è meraviglioso vedere il mondo mediatico e tutte le sue sfumature sulla questione allenatore.

Prendete la vicenda Conte. Gli juventini lo hanno prima amato e poi odiato per il modo il cui è andato via, per la famosa battuta sul ristorante. Eppure pur di non vederlo all’Inter sarebbero pronti a dimenticare tutto pur di riabbracciarlo. Perché sia chiaro, per loro è sempre stata la PRIMA scelta, come prima scelta era Guardiola e Mourinho (sì, è stato fatto anche il suo nome). Nessuno ha mai sottolineato come una società potentissima e oggettivamente brava e capace, abbia perso qualcosa nella vicenda Allegri, confermato dal Presidente Agnelli 5 minuti dopo l’eliminazione con l’Ajax, salvo poi arrivare alle cose che conosciamo con incontri rimandati, multipli, spifferi di malumori assortiti e poi il tanto agognato incontro divenuto poi interlocutorio solamente perché le parti in causa non hanno lasciato uscire mezzo spiffero al contrario dei giorni antecedenti alla riunione.

Strana come situazione in una società che in Italia può solamente essere presa d’esempio a 360°, eppure qualcosa non ha funzionato ed è talmente evidente che solo chi è in malafede può non notarlo. Perché non c’è nulla di male ad ammettere che ogni tanto possano sbagliare anche i primi della classe.

Beppe Marotta ad AppianoIn tutta questa vicenda intricatissima non uno che abbia sollevato un dito per porre una riflessione: ma con Marotta sarebbe accaduto? Ah già quel Marotta..quel cattivone che poi è passato all’Inter e di conseguenza bannato. Fa niente che sia stato fatto fuori anche con modi poco garbati, ma a sensazione uno con la sua esperienza difficilmente avrebbe lasciato che si arrivasse a questa situazione. Lo stesso Marotta che fin dai primi giorni del suo insediamento a Milano in pianta stabile ha sempre avuto un nome in testa su cui lavorare ed è quello di Antonio Conte. Stuzzicato, corteggiato, convinto. Un lungo lavoro psicologico, certosino dell’AD nerazzurro che ha convinto il tecnico leccese a sposare un progetto che questa volta non avrà cattive sorprese, perché Antonio Conte ha in testa solo una cosa: vincere lo scudetto e interrompere un’egemonia che lui stesso ha contribuito in maniera determinante a costruire, ma per farlo serve un mercato impeccabile ed una società coesa e strutturata, non è un caso che insieme a lui dovrebbe tornare alla casa madre un certo Oriali ( usiamo il condizionale solo perché già due volte è stato ad un passo dal tornare in nerazzurro ) anche se questa, dovrebbe essere la volta buona.

Il voler sminuire l’approdo di Conte all’Inter definendola come ‘seconda scelta’ è una procedura puerile di chi patisce subdolamente una scelta del tecnico considerata come un atroce tradimento,

Dovrebbe far molto riflettere invece il clamore dell’imminente arrivo di Conte all’Inter, ma attenti perché il cammino sarà tortuoso. Con Antonio Conte dovremo essere pronti alla battaglia, quella vera, bisognerà essere tutti in trincea. Tifosi, squadra e società dovranno essere un tutt’uno indivisibile. Dove tutti in campo dovranno dare il 110%. Non ci saranno figli e figliastri, non saranno più ammessi comportamenti poco professionali. Il tempo delle mele si concluderà a giugno ( anche se non è stagione ?! ) con un mercato che sarà fortissimamente caratterizzato da giocatori di valore con un alto tasso di professionalità e sacrificio ed in questo senso resta da capire cosa ne sarà di Mauro Icardi. La sua volontà così come quella Wanda è chiara: restare a Milano nonostante qualcuno continui a spingere verso una sua cessione

Icardi Inter L’ex capitano non ha alcuna intenzione di lasciare l’Inter in questo modo dopo tutto quello che è successo, non vuole passare per un traditore, come chi ha deciso di scappare come un ladro. Diverse squadre si sono fatte avanti in questi giorni, ma la richiesta è sempre stata gentilmente rispedita al mittente. Peraltro non si è più avuta notizia della famosa proposta di rinnovo che sarebbe dovuta pervenire al giocatore, che in tutta questa complicata vicenda ne è uscito distrutto al netto della decisione di non scendere in campo per due mesi.

Tutto quello che ne sarà di Icardi ad oggi non è dato sapere, potrà restare oppure no, ma bisogna voltare pagina e mettere davanti a tutto il NOI e non l’IO. Da soli non si vince nulla, serve una squadra, un gruppo granitico e prima ce lo metteremo in testa meglio sarà per tutti.

L’esempio ci viene dato da un ragazzotto di 24 anni compiuti a febbraio, che è arrivato a Milano nel massimo dello scetticismo ma che ha dimostrato coi fatti di essere un difensore straordinario. In due stagioni ha saltato tre partite con prestazioni da cyborg non a caso ha suscitato l’interesse di grandi club. Il suo procuratore ha fiutato l’affare, ma il ragazzo ha preferito interrompere il rapporto di lavoro presentandosi in sede a sorpresa da solo e comunicando alla società la decisione di voler prolungare con l’Inter. Di questi tempi è oro colato. A tal punto da meritare non solo i pubblici applausi ma qualcosa in più e perché no, anche la fascia da vice capitano e nel momento in cui Handanovic non sarà più titolare non vedo altro erede per la fascia che non sia lui. Chapeau Skriniar, solo applausi per te.

Skriniar mostra la maglia del rinnovo

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