Occhi puntati su Strama! Secondo la FIFA…

Occhi puntati su Strama! Secondo la FIFA…

di Sabine Bertagna, @SBertagna

Il calcio italiano si é infilato in una delicata epoca di trasformazione. Si scrive crisi. Si legge in mille modi, principalmente in quell’arte di arrangiarsi che torna sempre utile. FIFA.com dedica all’Italia un lungo articolo, nel quale elogia la nuova generazione di allenatori, giovani e preparati. L’Italia, da paese calcisticamente conservatore che era, sta sfruttando finalmente l’opportunità per mettersi economicamente in regola e fare spazio alle giovani promesse, affinché queste possano finalmente emergere. Non tutti i mali vengono per nuocere.

Persino la classica fuga di cervelli che ha portato tanti allenatori made in Italy a varcare il confine nazionale per cercare fortuna (Fabio Capello, Carlo Ancelotti, Roberto Mancini, ecc…), potrebbe essere una conseguenza dei nuovi talenti attualmente ingaggiati sulle panchine nazionali. La piazza é dura e lo confermano le parole di Luciano Spalletti che ricordano come in Italia il primo a pagare per risultati non soddisfacenti sia sempre l’allenatore. E parla di ringiovanimento e i numeri lo dimostrano: l’età media degli attuali allenatori nella massima serie (tra i quali molti ex-giocatori) é scesa a 48,95 anni. 

Il più giovane del gruppo é lui, Andrea Stramaccioni, 36 anni. Il Capitano dell’Inter, Javier Zanetti, di tre anni più vecchio, ha avuto subito per lui parole convinte: “Ha le idee molto chiare e tanta personalità.” Lo stesso presidente Moratti ne ha sempre parlato in termini entusiasti, spiegando il perché di quel paragone “pesante” con Josè Mourinho. “Il paragone é dovuto al tempo e all’attenzione che entrambi dedicano al loro lavoro. Talvolta gli allenatori possono essere distratti dall’ambiente circostante e dalla popolarità. Andrea Stramaccioni é portato a cercare le vittorie in maniera naturale. Non ci resta che sperare che ottenga gli stessi risultati di Mourinho.” 

La chiave del successo, se esiste, potrebbe avere a che fare con quanto ha affermato Vincenzo Montella, anche lui giovane allenatore nonché amico di Andrea. Si chiama lavoro. Tanto e duro lavoro. Perché niente nel calcio si conquista facilmente. E forse, in fondo, é giusto così. 

Twitter @SBertagna 

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