Repubblica – Nuovo stadio, attesa per il sì dell’Inter. Dalla capienza agli investimenti: i dettagli

Repubblica – Nuovo stadio, attesa per il sì dell’Inter. Dalla capienza agli investimenti: i dettagli

Il giornale parla dell’idea di un impianto ex novo che sta prendendo piede e verrebbe comunque costruito a San Siro entro il 2023

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Adesso quindi manca solo la comunicazione ufficiale, sta davvero accadendo quello forse qualche mese fa nessuno si aspettava perché si parlava di ristrutturazione e invece Inter e Milan hanno un accordo sulla gestione di un impianto da gestire insieme: inaugurazione? Entro il 2023. Manca solo la comunicazione da mandare al Comune di Milano. “Il via libera del consiglio comunale alla variante al Pgt, per la realizzazione di nuove strutture sportive e ricreative e centri commerciali, segna l’addio virtuale al Meazza. Tra Inter e Milan c’è già l’accordo sulla gestione condivisa del nuovo impianto: manca solo la decisione ufficiale, da comunicare a Palazzo Marino. Il Milan ha ormai sposato in toto l’idea di uno stadio ex novo. A breve arriverà il sì o il no dell’Inter alla rottamazione dell’impianto varato nel 1926 dall’allora presidente rossonero Piero Pirelli per costruirne insieme uno nuovo, poche centinaia di metri più in là. Il sindaco, Sala, attende il progetto“, scrive La Repubblica.

NAMING RIGHTS – Il presidente rossonero Scaroni vuole accelerare i tempi, si parla di un investimento di 600 mln di euro e il giornale che parla del nuovo impianto spiega anche: “La chiave sono i cosiddetti naming rights, i diritti sul nome. Nella Premier League inglese l’Etihad frutta al Manchester City 22 milioni di euro l’anno, l’Emirates 18 all’Arsenal. Gli studi di settore attribuiscono al nome dello stadio milanese un valore minimo di 25 milioni l’anno“. La zona resterà quella di San Siro, se passasse il progetto pensato dal Milan, verrebbe realizzato sull’area comunale degli attuali parcheggi, un’area concessa ai due club per 99 anni, quindi sarà tutto demolito e lì sorgerebbe il nuovo impianto, con il progetto più innovativo d’Europa. I vertici della società, in primis Antonello e Gazidis, sono stati negli USA insieme ai consulenti della Goldman Sachs, che coprirebbe l’operazione a livello finanziario.

GLI STADI VISIONATI – Secondo quanto scrive Currò sono stati visitati negli States stadi modernissimi: “Il Mercedes Benz di Atlanta, che ha appena ospitato il Super Bowl, ha il tetto retraibile più grande del mondo. Il MetLife di New York ha rimpiazzato in loco il Giants Stadium, poi demolito, ed è gestito insieme da due club della Nfl, i Giants e i Jets, con facciata cangiante: un modello per il futuro San Siro”.

IL PROGETTO – Il nuovo stadio, secondo quanto appreso da La Repubblica: “Sarà coperto, da 60mila posti (rispetterebbe così i requisiti per le finali dell’Uefa), con visuale ravvicinata rispetto ai 3 anelli odierni da 80mila. Prato e primo anello verrebbero interrati, per limitare l’impatto anche sul quartiere. La decisione di costruire ex novo eviterebbe i lavori durante la stagione, la capienza ridotta, i problemi di sicurezza, l’interruzione delle opere”. Ci sarebbero anche due ingressi separati per i due club, diverse aree hospitality a seconda delle esigenze degli sponsor.  “Se Milano avrà in tandem con Cortina le Olimpiadi invernali del 2026, la cerimonia inaugurale si terrà a San Siro. Inter e Milan dovrebbero trasferirvi sedi e rispettivi musei. È previsto un palazzetto per eventi sportivi e concerti: da 5mila posti, perché a Milano, in aggiunta al Forum, si progetta un altro impianto da 20-25mila posti a Rogoredo, se la città ottenesse le Olimpiadi. Il centro commerciale è stato appena sdoganato dalla suddetta variante al Prt, per l’affitto a negozi ufficiali, bar e ristoranti. Restano alcuni nodi urbanistici. I club chiedevano di aumentare la volumetria in altezza, per ora non c’è il via libera. Né è possibile intervenire sull’ex galoppatoio del trotto, protetto da vincoli delle Belle Arti. Solo in caso di acquisto, Milan e Inter potrebbero presentare un progetto. Nel caso le scuderie, vincolate, verrebbero conservate e al massimo trasformate in negozi. L’anello della pista, tutelato dal punto di vista paesaggistico, va mantenuto: si può costruire al solo centro“, si legge ancora nello stesso articolo.

SI ACCELERA – Le due nuove proprietà di Inter e Milan sono consapevoli che il modello Juventus, con lo stadio di proprietà che ha portato a grossi introiti, è quello giusto e per questo Suning e Elliott sono pronti: “Dalla scorsa settimana il nuovo stadio è più vicino”. Entro il 2023.

(Fonte: La Repubblica, 04-03-2019)

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