Shaqiri: “Inter? Felice sia durata solo 6 mesi, non volevo restare perché Mancini…”

di Sabine Bertagna, @SBertagna

Xherdan Shaqiri si è raccontato in una lunghissima intervista alla Tageswoche. Uno dei temi principali affrontati nella lunga chiacchierata riguarda gli allenatori con i quali Shaq ha avuto a che fare. E con i quali non sempre è scattata la giusta scintilla: “Il mio primo anno con il Bayern Monaco è stato il più bello della mia carriera. Una super stagione, ho giocato molto. Devo dire che vincere il triplete con Jupp Heynckes è stato finora il più grande coronamento per me. Penso che ai tempi avessimo la squadra migliore della storia del club.”

Il gentleman Jupp Heynckes – “L’ho detto tempo fa e lo confermo. E’ un vero gentleman. Mi voleva portare a tutti i costi dal Basilea a Monaco. A posteriori era il trasferimento perfetto per me. Avevamo un buon rapporto, parlavamo spesso. Insieme a Ottmar Hitzfeld (ct della nazionale svizzera) è stato il miglior allenatore che abbia mai avuto. Durante gli allenamenti Heynckes veniva spesso da me e mi diceva: “Xherdan, tu giochi nel fine settimana, preparati bene.” Questa fiducia è importante per un giocatore. Credo che la comunicazione tra i professionisti e Heynckes fosse qualcosa di particolare. Tutti si sentivano importanti ed erano contenti al Bayern.”

Shaqiri “freddo” con Pep Guardiola – “Anche con lui ho avuto un periodo di successi, ho vinto per la seconda volta lo scudetto. Tatticamente è un allenatore molto bravo, i giocatori giovani possono imparare molto da lui.”

L’esperienza con Mancini“Mi trovo davvero bene allo Stoke. L’Inter è stata una buona esperienza, anche per conoscere il calcio italiano e la vita in Italia. Ma c’erano spesso difficoltà perché l’allenatore cambiava costantemente la formazione. Una volta così, un’altra volta in un altro modo. Alla fine sono giunto alla conclusione che non volevo più rimanere. Sono contento che si sia trattato solo di sei mesi. Allo Stoke hai al contrario meno attenzione mediatica, ma non finisci tutti i giorni sui giornali. Posso andare all’allenamento in tranquillità e questa è una cosa che mi piace molto.”

Con Mark Hughes tutto bene “Prima delle partite mi dice che mi devo semplicemente godere il fatto di giocare ogni settimana a calcio. È importante per me. Sono un giocatore che necessita di una certa libertà per poter garantire buone prestazioni. In campo posso fare qualcosa di particolare ma per questo ho appunto bisogno di avere la mente libera. L’allenatore mi affida un grosso compito in partita. Lui non mi dice che devo fare questo o quello. Assolutamente niente, mi lascia il potere di decidere. Questa fiducia er ail motivo per il quale sono passato allo Stoke City. Mark Hughes mi voleva a tutti i costi. Quando sono arrivato in aeroporto è venuto a prendermi. Un bel gesto che non tutti gli allenatori avrebbero fatto.”

(Tages Woche)

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