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Spalletti in tilt: moduli, mercato e nervosismo. Colloquio a fine gara con i dirigenti dell’Inter

Il tecnico dell'Inter e la società approfondiranno il discorso: preoccupa la sterilità offensiva

Andrea Della Sala

L'Inter con una sconfitta, ma soprattutto con una prova incolore. La squadra nerazzurra non è stata in grado di creare pericoli al Torino e Icardi è rimasto ancora a secco. Una monotonia offensiva preoccupante e nel 2019 l'Inter ha conquistato un punto in due partite.

"Se lo sono chiesti anche i dirigenti a Torino: nessun vertice con l’allenatore a fine partita, giusto un breve colloquio. Possibile che stamattina ad Appiano i discorsi vengano approfonditi. C’è da capire perché Icardi abbia messo in fila la quinta partita consecutiva senza segnare. Ma, ancor di più, perché l’Inter non sia in grado di costruirgli intorno una manovra che lo accompagni con costanza alla conclusione. E a nulla è servita l’accoppiata con Lautaro, che Spalletti ha messo in campo forse senza crederci fino in fondo. L’Inter non è stata stabile: 4 moduli in 90’ sono il segnale di una evidente poca soddisfazione dell’allenatore per quanto svolto in campo dai suoi giocatori. Ma la girandola e i continui spostamenti in campo hanno forse finito per disorientare i protagonisti: Nainggolan, per citare un esempio, entra da trequartista nel 4-3-1-2, poi passa mezzala nel 4-3-3 e chiude da centrale nel 4-2-4 prima del rosso a Politano", si legge su La Gazzetta dello Sport

Troppo nervosismo tra i nerazzurri, come sottolinea la rosea "Il rosso di Politano è stato il primo della stagione figlio di un comportamento sopra le righe di un calciatore. E già nel primo tempo Spalletti aveva contenuto a brutto muso Brozovic in una mezza rissa davanti alla sua panchina. Che la squadra abbia in qualche modo assorbito in maniera negativa le tensioni di mercato è evidente, leggi caso Perisic".

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