Spalletti: “Nainggolan, c’è ancora da lavorare ma sarà acquisto importante. Icardi…”

Le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro rilasciate nella sala stampa del Meazza

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Ha preso tutti contropiede e ha deciso di lasciare Nainggolan in panchina. Contro il Sassuolo Spalletti ha mandato in campo Joao Mario al suo posto e al pronti via la sua Inter ha fatto sembrare i neroverdi più in forma del previsto. In un Meazza pieno di bambini che hanno tenuto compagnia alla squadra, l’Inter non va oltre lo zero a zero e c’è stato anche un momento nel quale sembrava che potesse arrivare da un momento all’altro pure la beffa, scansata però. Del pari ha parlato l’allenatore nerazzurro nella conferenza stampa di fine gara che si è tenuta nella sala stampa di San Siro. FCINTER1908.IT vi riporta le sue parole:

-In fase difensiva non si prendono gol ma davanti ci sono dei problemi, c’è mancanza di fantasia. Perché nell’ultima parte di partita non si gioca con più attaccanti?

Si può. Ma si corrono rischi superiori per la linea difensiva, come si è visto alla fine i rientri sono fatti da attaccanti e non da centrocampisti. E’ sempre l’equilibrio quello che conta. Come linea difensiva abbiamo fatto bene anche quando abbiamo perso il pallone banalmente. In attacco dobbiamo fare di più anche individualmente, senza avere il supporto degli altri che mi devono dare una mano. Serve qualcosa in più nell’uno contro uno e nel crearsi lo spazio nei duelli. Dobbiamo fare passi in avanti su questo. Nainggolan ancora non sta benissimo come si è visto questa sera, poteva darci di più a livello di possibilità, loro hanno fatto bene e noi abbiamo pressato e conquistato tanti palloni nella loro metà campo e la gestione è stata dispersiva, abbiamo perso troppi palloni velocemente. Quando riconquisti devi velocizzare. E’ una regola riversarsi subito a fare gol. Quando abbiamo conquistato abbiamo avuto sempre lo stesso atteggiamento, perdere palla ci è costato fatica e non siamo riusciti a fare la partita montandogli addosso sempre. Quando si sono allungati e la squadra si è aperta, andarli a prendere è difficile. Si gioca in spazi importanti e loro sanno trovarli, è diventata una gara complicata, bella, pericolosa per i ribaltamenti di fronte. Abbiamo avuto qualche palla gol.

-Questa partita si è svolta dopo la Tim Cup: la pausa ha penalizzato più Inter o Sassuolo?

Non lo so, diventa difficile dirlo. Se si valuta quello che è successo la partita dopo, oppure si contano i giorni che ci sono stati nel mezzo per recuperare in maniera corretta, e c’era la possibilità di fare un lavoro completo, a me sono sembrate due squadre in condizione che hanno fatto una buona partita e non ci sono stati gol da una parte e dall’altra per caso. 

-I centrocampisti fanno fatica ad accendere il gioco: perché ?

In alcune partite come queste, nelle scelte di come andare a prendere lo spazio, facciamo fatica. Il giocatore che avevamo preso era Nainggolan e finora non è mai stato in condizione di giocare, gliene sono successe 2-2. Lui è un acquisto importante nel prossimo futuro: averlo in condizione ci può dare sotto l’aspetto.

-Icardi subisce pressioni dalla vicenda rinnovo? 

Secondo me lui non soffre le pressioni è uno che ha le spalle di Ibrahimovic, ha spalli forti, è forte da un punto di vista mentale e caratteriale. Poi dipende dalle aspettative che si creano, stasera ha partecipato poco, ma se ci si aspetta che segni ad ogni gara chiaro che si pensa che gioca al di sotto delle aspettative. 

-Nainggolan ha scelto di non farlo giocare dal primo minuto, perché? e come l’ha visto nei minuti in cui ha giocato? 

Se non lo faccio giocare è perché vedo meglio gli altri. L’ho visto come me l’aspettavo, non è ancora in condizione importante per mettere sulla gara il suo marchio. Bisogna continuare a lavorare e a metterci altra roba nei muscoli e nel motore per andare forti. 

-Come ha visto l’assenza dei tifosi?

L’assenza del pubblico la senti e la paghi, ma è stato bello sentire i bambini chiamare anche altri colleghi, il titolo potrebbe essere stadio pieno di amore per il calcio. 

(Fonte: FCINTER1908.IT, dal Meazza Eva A. Provenzano)

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