Stankovic: “Skriniar-De Vrij da paura. Triplete Juve? Spero di no! Quando Mou ci disse…”

Stankovic: “Skriniar-De Vrij da paura. Triplete Juve? Spero di no! Quando Mou ci disse…”

Il centrocampista serbo si è concesso ai microfoni di Sky Sport

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

Si avvicina il momento di Barcellona-Inter, e la memoria dei tifosi nerazzurri non può non ritornare alle sfide tra le due squadre nella stagione del Triplete. Ai microfoni di Sky Sport ha parlato uno degli eroi di quell’Inter, Dejan Stankovic.

LA SFIDA DEL 2010 – “Entrai in campo nella prima, ho preso pure un giallo, è stato difficilissimo vedere i miei compagni lottare come leoni e non poter dare una mano. Passare il turno fu un’impresa, perchè contro un Barcellona che in quel momento era avanti 0-1 di solito finiva 0-3, 0-4… Invece la nostra squadra, insieme a José, insieme ai tifosi, siamo riusciti a tenere botta e a rigirare la partita. Ricordo che José chiedeva un gol di differenza, ci diceva “può finire anche 5-4, ma ci serve un gol di differenza per andare a Barcellona”. Non ci bastava, meno male che ne avevamo 2 di vantaggio…“.

SFIDE SPECIALI – “Se queste sono gare che si preparano in maniera diversa? Sì, un pochino sì, perchè sai chi vai ad affrontare: in quel momento c’era Ibra, c’era Messi, c’era un centrocampo da paura… Ricordo che nel girone a Barcellona facemmo una brutta partita, correvi dietro la palla e non la predevi mai! Era un inferno. Così in semifinale l’abbiamo preparata in un modo molto diverso, abbiamo curato ogni minimo particolare, contro una grande devi sforzarti tantissimo“.

IL RIMPIANTO PER NON AVER GIOCATO LA SEMIFINALE – “Abbandonai la tribuna a un quarto d’ora dalla fine, mi sono chiuso nello spogliatoio e guardavo il passare del tempo sul telefono, ma il tempo non passava mai. Quando ho sentito il boato per il gol annullato mi è venuto un attacco cardiaco, sono stato male. Poi quando è finita è stata una gioia immensa“.

IL PARAGONE CON L’INTER DEL 2010 – “Venerdì scorso prima del derby ho avuto il piacere di assistere all’allenamento. Le mie impressioni erano bellissime, ho visto giocatori tirati, concentrati, ho visto Spalletti e i direttori tutti intorno alla squadra. Ho visto preparare una gara come ai vecchi tempi, con la concentrazione giusta, e l’ho visto pure domenica, belli alti, belli concentrati fino al 90′. Hanno creduto, hanno voluto quella vittoria, qualcosa che mi ricorda il periodo con Mourinho“.

ICARDI E MILITO – “Icardi come Milito? Icardi è Icardi, Diego è Diego, sono due qualità diverse. Come squadra devi essere molto più squadra: noi eravamo quasi tutti over 30, avevamo poche possibilità di vincere una Champions. Eravamo un gruppo, la nostra forza era il gruppo, insieme all’allenatore, alla dirigenza e ai tifosi. Piano piano si sta costruendo anche qui un blocco importante“.

FAME DI VINCERE – “Devi aver fame sempre, sognare e cercare di vincere, crescere e migliorare come uomo. A 25, 27, 30 anni, la voglia di vincere deve essere alle stelle, per vincere un trofeo così importante. Non fu facile, erano 13 partite una più difficile dell’altra“.

L’INTER ATTUALE – “Questa Inter è in grado di giocarsela. Quello che ho visto anche domenica è che fisicamente stanno bene. Vittoria chiama vittoria, e la vittoria è la medicina migliore per un gruppo, ti carica, diventi forte, più sicuro. E’ impressionante giocare a Barcellona, ma per questa Inter non è impossibile. La panchina lunga è importante, devi avere giocatori pronti in qualsiasi momento: esce Radja entra Borja Valero, che ha fatto una partita spettacolare, non ha sbagliato un pallone. Ho fiducia, perchè la panchina è lunga“.

SKRINIAR E DE VRIJ – “Due centrali da paura. Skriniar e de Vrij hanno fatto una partita da 10. Ho sentito Gattuso dare colpa a quello o quell’altro. Secondo me il derby è soprattutto merito di quei due centrali, che hanno fatto una grandissima partita“.

COUTINHO – “Quando era con noi era ancora un ragazzino, faceva 2-3 partite e poi si faceva male. Non so cos’era, se il clima, l’ambiente… Poi è andato a Liverpool e ha fatto benissimo, merita il Barcellona“.

ICARDI – “Può essere un grandissimo rimpianto per il Barcellona. Magari un gol dell’ex… Sta crescendo tantissimo, è giovane, ma con una maturità impressionante, una professionalità incredibile. Ha ancora una grade strada davanti a se’, può ancora migliorare tanto“.

IL GESTO DI MOURINHO – “Ho capito subito che si riferiva al Triplete, sicuro. Lo conosciamo, è una sua reazione normale. Sta lottando come un leone con questo Manchester, lo vedo un po’ in difficoltà ma so che non mollerà un centimetro. Tirerà fuori il massimo da quella squadra. Quel gesto non era frustrazione, era più una battuta tipica di José“.

I GOL PIU’ BELLI – “Il gol nel derby? Una partita indimenticabile. Ricordo che Sneijder arrivò il venerdì,non poteva allenarsi che non era ancora arrivato il transfer, sabato fece rifinitura e domenica era in campo. Già capivi che era un fenomeno. Il gol contro il Genoa? Sono stato fortunato a giocare con grandi campioni e in grandi squadre, era facile giocare. Quando avevo l’opportunità di tirare da lontano ogni tanto riuscivo a fare qualche gol. Quello con lo Schalke? C’erano tanti infortuni, eravamo corti con la panchina, momento difficile, si giocava ogni 3 giorni e lì siamo esplosi. Dispiace, gran gol, ma trascurato dal risultato“.

MERCATO – “Il mio mancato passaggio alla Roma? C’entrò anche il passaggio di Mihajlovic alla Roma nel ’93. La dirigenza della Stella Rossa non aveva buoni rapporti con quella della Roma, c’erano offerte da PSG, Rangers e Lazio, la proposta della Lazio era bella e grazie a Dio sono finito lì. Il passggio all’Inter? C’era la Juve, c’erano altre squadre dietro, ma è andato tutto come doveva andare. Sono molto fiero di aver sudato la maglia dell’Inter, sento ancora l’affetto dei tifosi, sento ancora il presidente Moratti e la sua famiglia, 10 anni indimenticabili“.

JUVENTUS – “La Juventus può fare il Triplete? Mi auguri di no… Ma sono onesto: in Italia giocano un altro campionato, stanno costruendo da anni, sono partiti con un progetto e migliorano ogni anno. La panchina è lunghissima, hanno due squadre ed è quello che ti serve per vincere in Italia e in Europa. Vogliono assolutamente la Champions, è una delle favorite, è una squadra completa e competitiva“.

PRONOSTICO – “Ho visto bene l’Inter, l’approccio sarà importantissimo. Lo stadio è scomodo, così come l’avversario. Niente è impossibile, io ci credo“.

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