Suning, l’ora della verità: meno scuse, più mercato e più…Maldini! E Marotta non diventi…

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: dalle parole di Marotta alle promesse di mercato di Suning

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

Nei prossimi giorni l’Inter si toglierà un bel peso dal groppone ed è quello del ‘Settlement Agreement’ sottoscritto ai tempi di Thohir. Una liberazione che tuttavia non consentirà ad Ausilio di poter lavorare liberamente, perché permane il regime del Fair Play. Riparte di fatto un nuovo triennio al termine del quale bisognerà avere come sempre i conti in equilibrio.

E così siamo passati dai sogni di gloria estivi con i vari Modric e Rakitic alle occasioni alla Godin. Che per l’amor di Dio va benissimo, ma stride sensibilmente con i soliti proclami cinesi a cui ormai siamo abituati. Dagli slogan mediatici  ‘A riveder le stelle’ allo ‘schiacceremo tutti’ ormai non ci crede più nessuno e le ultime parole del neo Ad Beppe Marotta riportano giustamente tutti i tifosi con i piedi per terra:  La famiglia Zhang vuole fare bene ma ci sono paletti veramente difficili, quelli del FPF, che ci impediscono di investire con carta bianca”(15 aprile 2019).

 Come non notare il contrasto con quelle di fine dicembre?

“L’Inter deve tornare necessariamente ad alzare un trofeo, i risultati commerciali devono andare di pari passo con quelli sportivi. Mercato? Non è più tempo di ritocchi, è il momento di prendere giocatori che facciano la differenza. E questa è anche la volontà della proprietà”.

 Strategia?

Può darsi, anzi speriamo. Auspichiamo che finalmente Suning abbia intenzione di mostrare ai propri tifosi e a tutto il mondo sportivo la propria potenza, perché ad oggi all’Inter non abbiamo vista. Che il colosso cinese abbia numeri mostruosi non c’è dubbio, ma non vediamo l’ora che questi numeri investano anche il mercato nerazzurro nel parco giocatori ma anche per la famosa cittadella sportiva di cui non si sente più parlare, nonostante il settore giovanile sia il fiore all’occhiello di un club che negli ultimi anni ha avuto più soddisfazioni sportive nelle giovanili rispetto alla prima squadra. Per non parlare poi dello stadio. Certo non sono argomenti semplici da definire, ma serve una svolta che ad oggi ancora non c’è e sinceramente l’ultima cosa che mi sarei aspettato è un nuovo stadio in condivisione.

In tutto questo non fanno che alimentare ulteriori dubbi le recenti parole di Walter Sabatini, che in un’intervista a Repubblica ha raccontato la sua esperienza con Suning: “ Volevo fare una grande Inter, chiedevo investimenti forti, ma non c’erano risposte immediate, e davanti all’indugio mi sono tirato indietro, mi sembrava di tradire la fiducia dei tifosi. Trattare con i cinesi non fa per me, sono impermeabili, non danno mai risposte definitive, le decisioni sono sempre collettive, dopo una riunione ce n’è sempre un’altra e un’altra ancora, e poi c’è un comitato che deve ratificare la decisione e appena credi che ci sia una parola fine, ricominci in un’altra sala”.

È giusto ribadire l’enorme lavoro della nuova proprietà che ha riordinato i conti del club migliorando esponenzialmente i ricavi pur senza risultati sportivi e questo è un aspetto che non può essere trascurato ma serve finalmente ridare fiato ed aspettative concrete ad una tifoseria che non ha mai lesinato il proprio sostegno non solo nei big match.

Serve un segnale che alimenti l’amore e la passione di milione di tifosi che non possono essere citati solo per la presenza massiccia allo stadio. Ausilio e Marotta meritano di poter operare per una volta senza troppi vincoli per cercare di dare un taglio col recente passato fatto di stenti e operazioni al limite della sussistenza. I tifosi desidererebbero dei segnali anche di forza di una proprietà che è sempre stata sottomessa all’Uefa nei modi e nelle direttive.

Come non notare una sostanziale differenza con la nuova proprietà del Milan, che ha saputo tenere la schiena dritta dinnanzi all’Uefa ricorrendo al Tas e che recentemente per bocca di Paolo Maldini ha ribadito di “essere pronti a tutto, di avere tante armi”.

Sempre Maldini ha poi aggiunto che ”Il FPF ha azzerato i debiti nel calcio europeo, ma non permettere ad una società sana e senza debiti di intervenire sul mercato è anche incostituzionale..”. Una presa di posizione forte, decisa come mai è arrivata dall’Inter in questi anni.

 Perché porsi sempre in maniera remissiva nei confronti di un organismo che nei fatti ha dimostrato di avere figli e figliastri?

Perché poi ad un certo punto può anche balenare l’idea che si utilizzi il FFP come scusa per mascherare la volontà di restare parsimoniosi sul mercato, lasciando intendere che si vuole vincere, ma senza spendere. Perché una volta è il Governo cinese, l’altra sono i paletti del FFP poi cos’altro?

Che spieghino, perché a questo punto i dubbi esistono e vanno evidenziati da un lato e fugati dall’altro. Perché si può anche improntare un mercato fatto di giocatori a parametro zero unito a qualche cessione da cui realizzare plusvalenze importanti che ti permettano poi di investire, a patto però che non si sbaglino gli acquisti. Perché di Perisic si può fare tranquillamente a meno, ma se si decide di vendere Icardi bisogna farlo scientemente con uno che ti garantisca gli stessi numeri. E conti alla mano non è Dybala.

Ha senso tutto ciò? Non credo ma per non rivedere con Marotta un Sabatini bis, servirà solo attendere l’estate che verrà.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy