Zhang vaglia l’opzione più ambiziosa, l’Inter si è mossa per Conte e attende. Da lui ci si aspetta…

L’ex tecnico del Chelsea è un’opzione valida per l’Inter del prossimo anno

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Antonio Conte è l’uomo e l’allenatore del momento. L’ex tecnico del Chelsea nella prossima stagione tornerà ad allenare e tutti i grandi club si sono mossi per averlo. Inter, Roma, Juve, Milan, ma anche Psg, United e Bayern ci stanno provando.

“Le ultime voci parlano di un ritorno di fiamma del Paris Saint Germain, tormentato da un finale di stagione surreale. Nonostante il recente rinnovo, Tuchel è finito nell’occhio del ciclone e l’emiro Al-Thani potrebbe ripensare proprio a Conte, già avvicinato un anno fa. Allora non se ne fece nulla per le sue richieste di autonomia sul mercato. Stavolta sarà diverso? Intanto a Milano si respira un’aria strana. Mentre al Milan accarezzano l’idea di entrare in scena, in casa Inter c’è una sorta di gioco a nascondino. L’a.d. Beppe Marotta non perde occasione per dare fiducia a Luciano Spalletti, forte di altri due anni di contratto e di una Champions League ormai all’orizzonte. In realtà i ripetuti contatti di questi mesi con l’onnipresente Conte sono la prova che la famiglia Zhang sta vagliando anche le opzioni più ambiziose. Le manovre sotterranee fanno credere che la società si sia posizionata bene in questa delicata rincorsa. A prescindere dagli aspetti economici, dall’ex c.t. azzurro ci si aspetta una spinta per tutto l’ambiente, a cominciare da un gruppo che in questi mesi ha faticato a trovare compattezza. In ogni caso la politica del massimo riserbo per ora sta tenendo le acque tranquille. Con queste premesse, è facile capire quanto incidano le schermaglie mediatiche tra i contendenti. In questo gioco ciascuno tende a sovraesporre i rivali per bruciarli, oppure prova a defilarsi in tempo per evitare un effetto boomerang: ovvero che i tifosi, dopo averlo sognato, s’immalinconiscano nel vederlo sfumare. Restando in Italia, in questo «risiko» virtuale, la Roma è quella che più ha mostrato in pubblico la sua voglia di averlo, e forse sarà per questo che l’Inter, con il sussurrato incontro di due giorni fa, e il Psg col suo rilancio, hanno confermato di essere sempre al centro del ring”, spiega La Gazzetta dello Sport.

ROMA – “Sul fronte giallorosso la posizione è abbastanza chiara. La dirigenza – tra Londra e la Toscana – ha già incontrato Conte almeno tre volte, esponendo i propri progetti con o senza la qualificazione in Champions League. Per l’allenatore non è decisivo parteciparvi, così com’è noto che – oltre a trovare probabilmente l’amico Petrachi – stimi il pacchetto dei giovani talenti giallorossi. Neppure l’ingaggio super (10 milioni e passa a stagione per 3 anni) sarebbe un ostacolo; l’importante però è che Conte sposi la filosofia del club, cioè il bisogno di ricorrere spesso alle plusvalenze, controllando il monte ingaggi, sempre a caccia di giocatori da valorizzare. Per questo Conte e la Roma non sono entrati nel merito delle scelte, ma l’allenatore ha detto che darà presto una risposta. Quando? Entro il 12 maggio, giorno in cui si giocherà Roma-Juve. Per il resto, la tifoseria per ora lo spetta come un messia, ma chissà che l’attesa non logori il loro entusiasmo, nonostante Ranieri e Totti si siano fatti portavoce della gente”.

UNITED – In questo conto alla rovescia c’è un’evidente aria misteriosa. Antonio Conte sta giocando la sua partita, ben sapendo che lo attende una scelta decisiva per il futuro della sua carriera. Alla soglia dei 50 anni ha già trionfato in Italia e in Inghilterra (includendo la felice esperienza con la Nazionale) e ora conta di aggiungere un altro gradino importante alla sua scalata. Sotto questo punto di vista l’opzione più suggestiva per lui sarebbe quella del Manchester United. E all’Old Trafford, dopo la conferma di Solskjaer, non sono arrivati i risultati soddisfacenti. E se il norvegese fosse liquidato? Anche per questo Antonio non ha fretta e tiene tutti in apprensione. Ma è il primo a sapere che questa partita volge al termine. Il rigoroso Antonio non ama i bluff. Per questo presto getterà la maschera”, si legge sul quotidiano

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