22 finali negli ultimi dieci anni non rappresentano solo una statistica. Sono una vera e propria vittoria allargata a tutti i componenti delle giovanili dell'Inter. Ieri gli Allievi guidati da Gianmario Corti si sono laureati Campioni d'Italia. La soddisfazione è stata doppia perché è accaduto contro i rivali rossoneri. L'Avvocato Prisco avrebbe aggiunto tripla perché ai rigori. E' stata una vittoria di resistenza fisica, di nervi più saldi e di cuore. Quello invocato alla vigilia della gara da mister Corti. Una partita che si è prolungata nei supplementari, con un Milan più deciso nella parte iniziale della gara e un'Inter con buone occasioni sullo scadere degli ultimi minuti di gioco. Poi i rigori. Ancora una volta protagonista il portiere Radu, che ha bloccato i primi due palloni tirati dal Milan. E la sassata di Opoku ha chiuso i conti. Lo scudetto è nerazzurro, ma anche la convinzione che questo sia uno dei settori giovanili più pregiati d'Italia. Non lo scrivono in molti, lo facciamo noi.

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Thohir può essere molto soddisfatto. Ecco il suo primo scudetto, per di più contro il Milan. Non si sottovaluti la categoria nella quale è stato vinto. In questa squadra ci sono ottimi elementi futuribili, a partire dal più noto Bonazzoli che ha già esordito in serie A. 22 finali negli ultimi dieci anni e una serie importante di giocatori professionisti in giro per le squadre nati e cresciuti proprio a Interello. Dove la formazione di calciatori ha una filosofia ben precisa, che non tralascia le qualità umane e insegna la cultura dello sport attraverso seri valori positivi. Non si improvvisano 22 finali, il lavoro che si nasconde dietro è mostruoso. E qui lo sanno fare maledettamente bene. Thohir si ritrova con una potentissima carta in mano. Questo vivaio funziona perfettamente. Le premesse ci sono tutte. Quando riusciremo a vedere qualcuno dei nostri ragazzi in maglia nerazzurra sull'erba del Meazza avremo vinto la sfida più importante. Lo scudetto del futuro.

Twitter @SBertagna

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