esclusive

Vi spieghiamo cosa ha avuto il nostro grande capitano…

Qualche mese fa (21 settembre 2010) il nostro amato capitano fu costretto a fermarsi per qualche gara a causa di uno PNEUMOTORACE DI TIPO TRAUMATICO. Vediamo come sono andati gli eventi, cercando di spiegare ai nostri amici interisti le...

Alessandro De Felice

Qualche mese fa (21 settembre 2010) il nostro amato capitano fu costretto a fermarsi per qualche gara a causa di uno PNEUMOTORACE DI TIPO TRAUMATICO. Vediamo come sono andati gli eventi, cercando di spiegare ai nostri amici interisti le caratteristiche di uno pneumotorace. Il pericolo sembrava scampato dopo il rientro da Palermo, invece per Zanetti ci sono stati altri problemi. Il capitano dell'Inter, vittima di un malore dopo la sfida contro i rosanero, era stato sottoposto ad un'analisi che aveva evidenziato l'assenza di alcun problema di salute per 'El tractor'. 

Il giorno successivo però, in allenamento, Zanetti fu costretto a fermarsi e a recarsi dal dottor Combi, medico dell’inter, che subito ordinò nuovi accertamenti. La successiva diagnosi evidenziò uno pneumotorace da trauma. Il problema potrebbe essere stato causato da una pallonata di Liverani e aggravato dal ritorno in aereo, in cui la pressurizzazione è forte e potrebbe aver acuito il problema. 

Zanetti perciò fu costretto a fermarsi per qualche partita. Nulla di grave, ma per il capitano nerazzurro è un evento semi-storico: era dal 2005 (Lazio-Inter 0-0, problema alla coscia) che non si fermava per così 'tanto' tempo: ha giocato 221 partite su 226 negli ultimi 5 anni, e le 5 saltate non sono mai state determinate da infortuni. 

Cercheremo ora di spiegare ai nostri tifosi nerazzuri cosa si intende per pneumotorace.Il termine “pneumotorace” significa presenza di aria nella cavità pleurica e definisce una condizione patologica piuttosto infrequente ma potenzialmente di estrema gravità. In condizioni normali la cavità pleurica è costituita da uno spazio virtuale privo d’aria ove sono presenti valori negativi di pressione (depressione intrapleurica valore medio 5 cm H2O) determinati dalla forza di retrazione elastica dei polmoni (che tendono a collassarsi) e della gabbia toracica (che tende ad espandersi). 

Il passaggio dei gas dal compartimento intravascolare all’interno della cavità pleurica è ostacolato dal fatto che la pressione dei gas ematici è normalmente inferiore a quella atmosferica. L’aria può penetrare nella cavità pleurica qualora si abbia una soluzione di continuo nel foglietto parietale o in quello viscerale delle sierose. Ciò può accadere in seguito a traumi con ferite penetranti nel torace, per rottura spontanea di alveoli prossimali alla pleura viscerale ovvero per introduzione deliberata di aria nella cavità a scopo terapeutico o diagnostico: si parla, allora, rispettivamente,di pneumotorace traumatico, spontaneo o artificiale.

Gli pneumotoraci traumatici sono la conseguenza di lesioni pleuropolmonari e/o della parete toracica da eventi o contusivi o trafittivi. I traumi lesivi sono contusivi quando sono provocati da forza applicata dall’esterno o dall’interno del torace determinando una lesione pleuroparenchimale da scoppio degli alveoli polmonari con tramite alveolo/pleurico. Ad esempio un trauma chiuso del torace in cui un urto violento può determinare un rapido incremento pressorio, a glottide chiusa, negli alveoli tale da produrre una lacerazione degli alveoli subpleurici senza concomitante lesione della parete toracica. Spesso ciò si associa anche ad una contusione polmonare. Non vi è danno della parete toracica perchè questa è dotata di notevole elasticità sopratutto nei soggetti giovani. Altra forma barotraumatica da ricordare è quella che può verificarsi in corso di ventilazione meccanica quando viene effettuata con elevati valori di pressione di insufflazione. Altra forma da trauma chiuso si presenta quando il trauma toracico provochi una lesione fratturativa costale con infossamento dei monconi e lacerazione conseguente della superficie pleuropolmonare sottostante. Va ricordato inoltre la possibilità di pneumotoraci da lesione esofagopleurica per perforazione da ingestione di corpo estraneo che spesso esitano in forme ascessuali ( piopneumotoraci ). I traumi toracici perforativi provocano pneumotorace per un tramite di parete toracica esterno quale si verifica nelle forme da ferita da arma da taglio o da punta o nelle ferite ad arma da fuoco e comunque in tutte le forme trafittive; in questi casi raramente esiste solo una lesione di parete, più frequentemente vi si associa una lesione polmonare.Possiamo supporre che il problema del nostro capitano si è acuito proprio perché, il giocatore, alla fine della partita è tornato con i suoi compagni con l’aereo. 

Su questo mezzo infatti, abbiamo una cabina pressurizzata perché non è possibile mantenere la stessa pressione di aria che c’è al di fuori dell’aereo. Una volta che Zanetti è stato portato a una quota elevata di altitudine con l’aereo, il suo pneumotorace si è aggravato per un normale processo fisico perché, finchè la pressione negli alveoli e la pressione all’interno dei due foglietti pleurici (lesionati dal trauma) era più o meno simile, il giocatore stava abbastanza bene. Nel momento in cui ha preso il volo però, la pressione negli alveoli è diminuita e quindi la differenza tra questa pressione e quella intrapleurica è intensamente aumentata e di conseguenza anche lo pneumotorace.Una volta arrivato a terra, il polmone di Zanetti oramai aveva subito un collasso. Questo ci spiega perché una volta tornato a Milano il nostro amato capitano ha accusato un affaticamento nella respirazione e uno stato di malessere.Per fortuna non è stato necessario un intervento chirurgico per risolvere il problema del nostro capitano, che ora è tornato in ottima forma, infatti, lo abbiamo visto estremamente protagonista durante la coppa intercontinentale.