Mazzola: “1967? Noi ko il Real, loro birra e giornalisti. HH rideva ma…”

Mazzola: “1967? Noi ko il Real, loro birra e giornalisti. HH rideva ma…”

di Alessandro De Felice

La Gazzetta dello Sport lo presenta come custode fedele dei preziosi ricordi nerazzurri. Perché quando vuoi rievocare qualche episodio della “Grande Inter”, Sandro Mazzola è l’uomo giusto cui rivolgersi. 

L’ex calciatore e dirigente nerazzurro, proprio alla “rosea”, ha parlato di quella celebre finale persa contro il Celtic:

“Purtroppo non potrò aderire allo squisito invito del Celtic, club molto signorile, che ha organizzato un incontro a Glasgow tra i reduci di quella finale. La Coppa Campioni, che ci strapparono con merito, rimane il loro trofeo più prestigioso ed è normale che ad ogni buona occasione vogliano celebrare quel trionfo con gioia. Quella partita? Scendemmo in campo con la solita formazione tipo del “mago”, mancava solo Suarez, che era infortunato. Eravamo spremuti e ce ne accorgemmo nel secondo tempo, quando praticamente si giocò ad una parta sola: la nostra. Stein adottò una variante offensiva del classico 4-4-2 di stampo anglosassone, perché le due ali, Johnstone a destra e Lennox a sinistra agivano da punte esterne e quindi Burgnich e Facchetti venivano aggrediti in velocità. Giacinto rappresentava il nostro attaccante-centrocampista aggiunto grazie alle sue sgroppate sulla fascia, ma in quel pomeriggio dovette fare il difensore puro. Inoltre Picchi e Guarneri dovettero fronteggiare due centravanti laddove erano abituati a fronteggiarne uno solo. In difesa avevamo costantmente un 4 contro 4, una situazione che Herrera non aveva previsto e alla quale non riuscì a porre rimedio. Devo dire che molto fece anche il nostro approccio psicologico all’incontro: Herrera volle che studiassimo scrupolosamente la loro rifinitura e ci portò agli allenamenti. Errore gravissimo. Perché loro vennero mischiati tra decine di tifosi e non mancavano boccali di birra, infine organizzarono anche una partita contro i giornalisti. Noi ci guardavamo stralunati e divertiti, Herrera rideva sotto i baffi e noi rientrammo in albergo convinti di poter fare un sol boccone di questi stravaganti scozzesi. Avevamo eliminato ai quarti il Real Madrid con due vittorie e loro erano i detentori del titolo. Ci sentivamo favoritissimi.”

 

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