Samaden: “Settore Giovanile Inter, esempio per gli altri. Caldirola grande talento…”

di Francesco Parrone, @FrankParr

Roberto Samaden, responsabile del Settore Giovanile Nerazurro a Calciomercato.com ha parlato del grande lavoro svolto dalla società in quest’ambito: “Al di là  del palmares e dei giocatori prodotti negli ultimi anni, che per noi rappresentano il vero risultato, due settimane fa siamo stati presi come esempio in questo contesto, assieme a due vivai da sempre sulla cresta dell’onda come quello dell’Ajax e della Dinamo Zagabria. Il segreto? Lavoriamo come vuole il nostro presidente, che ci sprona ogni giorno”.

L’Ajax è forse l’esempio più calzante, ma sembra avere più facilità nell’inserire giocatori anche di 17 anni in prima squadra. Cosa manca all’Italia?

L’Ajax ha una fortissima connessione tra prima squadra e settore giovanile – prosegue Samadencosa che abbiamo costruito anche noi. Per noi il passaggio di Andrea Stramaccioni in prima squadra è stato un fattore chiave; c’era già stato qualcosa prima con Mourinho, ma ora siamo al top. Forse in  Italia manca quel gradino che sono le seconde squadre; negli altri paesi i ragazzi, potendo giocare in questo tipo di tornei, hanno modo di poter fare esperienza con i professionisti”.

Quindi qual è il suo giudizio sull’eventuale utilizzo delle squadre Riserve?

Non la vedo come la soluzione migliore; l’ideale sarebbe poter avere delle seconde squadre e dare la possibilità di giocare ai ragazzi professionisti. Il campionato Riserve sarebbe una Primavera un po’ più vecchia, ma non lo vedo come un aspetto totalmente positivo. Spero che il mondo del calcio capisca che cooperando e non difendendo la propria Lega o situazione personale si possa capire che il bene dei giovani è quello di poter giocare in una seconda squadra, sul modello spagnolo o portoghese.

Ma qual è la differenza nella gestione della prima squadra e dei giovani?

È completamente diverso, nel settore giovanile serve grande pazienza e allenatori che abbiano voglia di lavorare a medio lungo termine. In prima squadra servono subito i risultati. E poi c’è l’aspetto psicologico, la vera grande differenza.

C’è qualche giocatore, nella sua carriera, che l’ha sbalordita per la maturità fisica e psicologica dimostrata?

Sì, Luca Caldirola, capitano dell’Under 21, è un esempio di un giocatore che è stato capitano da quando aveva 6-7 anni e ha sempre dimostrato una serietà e maturità impressionate. Al di là del talento, ha grandi capacità dal punto di vista mentale.

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