Dzeko: “Skriniar forte, ma uno rompe di più. Tante cose dette non mi sono piaciute…”

Dzeko: “Skriniar forte, ma uno rompe di più. Tante cose dette non mi sono piaciute…”

L’attaccante della Roma, che è stato anche ad un passo dall’Inter, è intervenuto sui canali social del club giallorosso in una diretta

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Edin Dzeko ha risposto in diretta alle domande che gli sono state fatte dai tifosi sul profilo Instagram della Roma. Ha parlato della possibilità di ricominciare a giocare non solo per i club in sé ma anche per tutte le persone che lavorano nel mondo del calcio e che ruotano attorno alle squadre. Quando gli hanno chiesto qual è il difensore più tosto che ha affrontato ha risposto così: «Ci sono tanti difensori forti nel calcio italiano come Koulibaly, Chiellini, Skriniar e anche Acerbi che è stato pagato poco rispetto a quanto vale per la Lazio in campo. Uno che rompe sempre è Chiellini, se devo dirne uno». 

 Potrebbe invece essere una risposta a chi dice che potrebbe lasciare il club giallorosso, quella che ha dato sulla fascia: «Un orgoglio indossarla dopo capitani come Totti, De Rossi e Florenzi. Essere il primo capitano della Roma non romano è ancora più un orgoglio. Significa che ho fatto bene negli ultimi anni e spero di continuare così e far felici i tifosi. Spero che siano orgogliosi che io sia il capitano».

E sulla ripartenza ha anche aggiunto: «Noi vogliamo giocare sicuramente con la sicurezza perché prima viene la salute. Ma per quanto riguarda gli allenamenti, è assurdo non potersi allenare ai centri sportivi e sì ai parchi. La Roma ha fatto tanto cose importanti in questi mesi, per tutta la gente e a Trigoria hanno messo tutto in sicurezza per poterci allenare. Saremmo più sicuri che da tutte le altre parti. Spero che tra poco potremo ricominciare ad allenarci. Si sono dette tante cose e non mi piacciono. Quando si parla di noi calciatori si parla dei soldi che guadagniamo, ma il calcio non è solo soldi e non siamo solo noi calciatori. C’è tanta gente che lavora attorno a noi e in questi momenti rischia il lavoro, dobbiamo pensare anche a loro». 

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