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Amadeus: “Mou appartiene agli interisti, geloso di lui alla Roma. In caso di Scudetto…”

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Intervenuto ai microfoni di TeleRadioStereo, Amadeus ha parlato così di Inter-Roma, Mourinho e del rapporto con gli interisti

Matteo Pifferi

Intervenuto ai microfoni di TeleRadioStereo, Amadeus ha parlato così di Inter-Roma e di Mourinho.

Come mai è tifoso dell’Inter?

“È un amore tramandato, avevo una zia che era tifosissima dell’Inter e mi portava a vedere le partite. Da bambino vedevo l’Inter di Mazzola, Facchetti, una squadra fortissima di cui mi sono innamorato. Sono passioni che vengono tramandate dalla famiglia, ma in questo caso non da mio padre che è milanista e ormai si è rassegnato. La zia è arrivata prima del papà e sono diventato interista”.

Cosa le piace di più dell’Inter attuale?

“Mi piace questo gioco di squadra, la differenza la fanno i calciatori. La squadra se è forte ha dei giocatori forti e un allenatore che li sa far giocare. C’è una consapevolezza nei propri mezzi che è tornata con Conte. L’Inter dopo Mourinho ha vissuto anni difficili, a fasi alterne, con tanti allenatori. Sembra che da Conte, e ora con Inzaghi si sia tornati ad a certa stabilità”.

Che cosa rappresenta e ha rappresentato Mourinho per la tifoseria interista?

“Provo gelosia per lui. Quando ho saputo che veniva alla Roma chiaramente sono stato geloso. Poi alla fine ho pensato che se fosse tornato in Italia la Roma sarebbe andata bene. Io ho una sorta di simpatia per la Roma, facendo il pendolare tra la Capitale e Milano. Mio figlio gioca nei Giovanissimi dell’Inter, ma ha giocato due anni nella Roma. Accompagnandolo alle partite ho vissuto il calore di quella tifoseria. La gelosia per Mourinho c’è, è come se appartenesse agli interisti. Ha conquistato voi, come prima noi, è una persona intelligente oltre che un grande comunicatore. Ha la capacità di tirare fuori il meglio dalla squadra, anche dal punto di vista psicologico. Fa da scudo nei confronti della squadra, ha tante qualità che i tifosi amano. Capisco la gelosia del popolo giallorosso nei confronti dell’Inter, che è la stessa all’opposto. Quando verrà a Milano lo tratteremo come un re perché per la tifoseria è un idolo che è andato al di là delle vittorie. Tanti hanno allenato l’Inter, ma ci si affeziona a chi è anche tifoso e partecipa alle vicende della squadra”.

La Roma è la squadra meno pronta per vincere tra quelle che ha allenato. Ha pensato che potesse non funzionare qui?

“No, ho pensato che lui sarebbe riuscito a tirare fuori il meglio dai giocatori che ha, con la pazienza dei tifosi. Ho visto una Roma perfetta nel secondo tempo a Napoli. È chiaro che poi la società deve aiutarlo dal punto di vista tecnico ed accontentarlo sul mercato. Non esiste allenatore che possa vincere senza i calciatori adatti: è come un bravo pilota di Formula Uno senza la macchina per vincere. Sarebbe un peccato avere Mourinho e non mettergli a disposizione la squadra per vincere”.

A proposito di vincere, se l’Inter dovesse conquistare lo Scudetto, sarebbe più importante di quello dello scorso anno?

“Sono molto scaramantico, non prevedo nulla. Gli Scudetti sono tutti belli e indimenticabili. Quando è arrivato Conte è venuto per vincere, mi aspettavo che ci riuscisse se non al primo almeno al secondo anno. Andando via Conte, Lukaku, Hakimi ed Eriksen è chiaro che i dubbi c’erano. Nessuno si sarebbe immaginato di trovarsi a lottare per vincerlo anche quest’anno. Se dovesse arrivare, sarebbe uno Scudetto importante”.

Leggendo la classifica finale di Sanremo, quale canzone dedicherebbe a Mourinho?

“Non lo so, certamente “Brividi” poiché mi sono venuti i brividi quando abbiamo vinto il “Triplete” e sicuramente torneranno quando entrerà a San Siro per la partita. Sarà una partita speciale anche per lui”.

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