Ancelotti: “Mourinho è sincero, personaggio di spessore. Covid19? Tragedia, altro che calcio”

Ancelotti: “Mourinho è sincero, personaggio di spessore. Covid19? Tragedia, altro che calcio”

L’allenatore dell’Everton ha parlato dei suoi colleghi allenatori ma anche di come sta vivendo la questione coronavirus

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Carlo Ancelotti è l’unico allenatore italiano in Premier League. Ieri anche il campionato inglese ha deciso di fermarsi per il coronavirus. La Gazzetta dello Sport ha fatto con lui una lunga intervista nella quale il tecnico ha parlato di calcio, poco, e della situazione legata al Covid19. Gli hanno chiesto come sono i rapporti con gli altri allenatori e lui ha risposto: «José Mourinho è un personaggio di spessore, uno sincero. È così come lo vedi. Guardiola, con lui si scambiamo impressioni di calcio. Massimiliano Allegri, un uomo concreto e corretto. Tra noi c’è sintonia perché sappiamo quali siano le difficoltà del mestiere e la solitudine in cui ti trovi quando devi compiere scelte particolari, o vivi momenti difficili».

EMERGENZA – Soprattutto poi si è soffermato sul coronavirus. Ha spiegato che le squadre non sono in isolamento. «Sono scattate le misure di prevenzione del caso di fronte alla situazione sanitaria di un calciatore. Il giocatore ora sta meglio, la febbre è calata e questa è la cosa più importante. E’ stata una decisione giusta e corretta fermare la Premier, non si poteva andare avanti».

ALTRO CHE CALCIO – «Fermi fino al 3 aprile? Chissà cosa accadrà. Noi dovremmo rimetterci al lavoro il 22 marzo, ma se la situazione non dovesse migliorare come si può pensare di riprendere? Non contano le esigenze del calcio ma la salute delle persone. Se sarà ancora questa la situazione il calcio non può ripartire», ha aggiunto.

Ancelotti ha anche detto: «Per me in queste ore il calcio conta zero e quasi mi dà fastidio parlarne, è una tragedia. Stiamo facendo i conti con una pandemia. In Italia ci sono numeri incredibili, sono morte duecentocinquanta persone in un giorno. Bisogna concentrarsi su questa lotta e il resto passa in secondo piano. L’Italia è stata costretta a capire che, in questo momento, basta con le cazzate e con le leggerezze. Bisogna rispettare le direttive e ascoltare chi ha la competenza per emanare delle regole. Ci sono ordini ben precisi e vanno eseguiti. Mi pare che in Inghilterra non si siano ancora resi conto della situazione, la vita scorre quasi regolare. Se ho paura? In questo momento penso a me e anche agli altri. Ogni giorno si legge che in Italia c’è un vero e proprio bollettino di guerra».

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)

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