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La Gazzetta esalta Barella: “Giocatore unico e sintesi vivente. Per Mancini…”

Getty Images

Nicolò Barella è uno degli intoccabili dell'Italia di Roberto Mancini: ecco il commento de La Gazzetta dello Sport

Matteo Pifferi

Nicolò Barellaè uno degli intoccabili dell'Italia di Roberto Mancini. Il centrocampista dell'Inter ha vissuto la stagione della consacrazione ed è pronto a mettersi in luce anche agli Europei. Marcello Lippi lo ha etichettato come rivelazione della manifestazione e anche Sacchi ne ha tessuto le lodi recentemente.

"Barella è una sintesi vivente: l’anima votata alla ricerca del possesso del pallone, il cervello che medita di giocarlo sempre in avanti, vedendo all’orizzonte la porta avversaria. E’ un compendio delle due fasi applicate alle strategie di Mancini. E’ anche l’uomo che vale di più nella rosa scelta dal c.t. e fa il centrocampista, non l’attaccante: l’età è dalla sua parte, certo, ma non più della sua unicità", spiega infatti La Gazzetta dello Sport di oggi.

Sta per arrivare il momento di Barella e l'interista vuole presentarsi carico e motivato al grande evento. "Barella ha qualcosa, e più di qualcosa, che ricorda Nicola Berti. Non solo perché è un (raro) pezzo di Inter nel mosaico della Nazionale: entrambi generosi per Dna, assaltatori per indole, quella di scompigliare equilibri e partite, e alchimisti del gol: non il loro lavoro, ma capaci di farlo. Nicola e Nicolò, l’assonanza di un nome e di un calcio con qualcosa di selvaggio e molto di gagliardo. La differenza è nell’approccio alla vita: a 23 anni Nick era ancora un ragazzo scapestrato per scelta, che fumava sigari cubani in camera promettendo a Franco Baresi di portarlo in giro nelle ore di libertà in cambio del suo silenzio; a 24 anni Barella è sposato da quasi tre, ha già tre figlie e un ciuffo molto meno ribelle", commenta il quotidiano.

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