Bellugi: “Il medico mi ha detto ‘Vuoi vivere o morire?’. Ho perso le gambe, ora mi inventerò qualcosa”

L’intervista del quotidiano all’ex difensore nerazzurro dopo il dramma dell’amputazione delle gambe a causa del Coronavirus

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

Mauro Bellugi ha raccontato il suo dramma in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. All’ex difensore di Inter, Bologna, Napoli e Pistoiese sono state amputate entrambe le gambe a causa degli effetti del Covid-19 su un corpo debilitato da una forma di anemia mediterranea.

Bellugi ha raccontato il dialogo con il chirurgo, grande tifoso interista, dell’ospedale milanese di Niguarda. “Vuoi vivere o morire?”. “Fate quello che è necessario – la risposta di Bellugi – Ti faccio fuori se tagli la gamba con la quale ho segnato al Borussia Monchengladbach l’unico gol della mia carriera…”.

Quando è stato ricoverato?

“Il 4 novembre, il giorno dopo sono stato operato d’urgenza: polmonite per il Covid, ma non solo. Avevo le gambe così nere che dopo averla toccata la pelle sembrava fumare. Una cosa impressionante, anche medici si sono spaventati”.

Sa dove si è contagiato?

“Forse a casa di amici, tornato dal mare. Sono sempre stato attento, portavo la mascherina da febbraio”.

Anche lei vittima di quest’anno terribile.

“Ho pensato: “No, basta!’. Dopo Anastasi, Prati, Corso e poi Maradona e Paolo Rossi… Non può toccare a me, che finisca in fretta quest’anno schifoso”.

Cosa ricorda dell’operazione?

“Pochissimo, solo che si è svolta in due fasi: prima la gamba sinistra, poi la destra. Il chirurgo, Piero Rimoldi, un grande tifoso interista, uno che non si perde una partita a San Siro, è stato fantastico come tutto il personale di Niguarda, che mi ha dato grande fiducia. Ero rassegnato ma anche pronto: quando senti che il medico dice se non ti operi sei morto, cosa vuoi fare?”.

Il chirurgo le ha disobbedito: ha tagliato la gamba destra, proprio quella del gol al Borussia Monchengladbach, 3 novembre 1971, ottavi di Coppa Campioni, la prima sfida dopo la famosa partita della lattina. Lo ricorda?

“Come no, un gran tiro da fuori area, il pallone che tocca la traversa, carambola sul portiere e finisce dentro” .

Oggi come sta?

“Insomma, così e così. Ho ancora forti dolori, ho provato a fare un po’ di fisioterapia, ma è troppo presto”.

Come fa ad avere voglia di scherzare?

“E perché, cosa dovrei dire? Si va avanti. In questi casi è importante tenere il morale alto, mi è andata bene, potevo non essere qui a raccontarvi la mia storia”.

E come vede il suo futuro?

“Mia moglie Loredana e mia figlia Giada mi sono stati vicini, mi hanno dato una grande forza. Non so come avrei fatto senza di loro. In queste settimane mi sono informato, ho studiato su Internet come sono le varie protesi”.

E quindi?

“Vorrei andare al centro specializzato di Budrio, in provincia di Bologna, che ha seguito anche Zanardi. Sono capaci di ottenere risultati incredibili con quelle protesi, sono così perfette, che non ti accorgi che una persona ha avuto due gambe amputate. Male che vada prenderò quelle di Pistorius…”.

Bellugi diversamente abile: non vogliamo crederci.

“Neppure io, mi inventerò qualcosa, non voglio stare fermo. Magari potrei giocare a pallavolo…. Intanto mi guardo la partita della Juve”.

Per i negazionisti il virus non esiste.

(Bellugi si commuove) “Non scherziamo, ho visto un ragazzo parlare con i genitori e poi morire. Dico solo: state attenti”.

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