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Bergomi: “Vi racconto come nacque lo scudetto dei record. I tedeschi e Ramon Diaz…”

Bergomi: “Vi racconto come nacque lo scudetto dei record. I tedeschi e Ramon Diaz…”

Beppe Bergomi rivela che gli stranieri furono fondamentali per dare forza e unità al gruppo

Francesca Ceciarini

Lo storico capitano dell'Inter Beppe Bergomi è intervenuto a Sky Sport 24 per parlare dello scudetto dei record conquistato dai Nerazzurri guidati da Giovanni Trapattoni proprio venti anni fa, il 25 giugno del 1989.

"Di quell'anno mi rimane sempre tanto, perché quella è una vittoria straordinaria di un gruppo che è diventato squadra strada facendo: trovammo delle difficoltà nelle prime partite ma poi siamo cresciuti, insieme al Trap".

Bergomi svela che l'arrivo dei due tedeschi, Lothar Matthaus ed Andy Brehme fu fondamentale, così come lo fu ul derby di andata vinto per 1-0 con gol di Aldo Serena su assist dello stesso Bergomi:

"I tedeschi ci hanno dato la mentalità vincente: eravamo già un buon gruppo di italiani che giocava in Nazionale ma l'arrivo di Matthaus e Brehme ha trasformato quella squadra, loro due sono stati fondamentali.

"Il derby d'andata fu il momento di svolta, fummo eliminati dal Bayern in coppa Uefa tre giorni prima: eliminazione durissima perché vincemmo 2-0 a Monaco e abbiamo perso 3-1 in casa col derby che si giocava tre giorni dopo, col Milan che era campione d'Italia. Feci il cross per Aldo Serena che segnò di testa: quel derby ci ha dato veramente consapevolezza: all'inizio ottenevamo i punti ma facevamo fatica, ottenemmo tante vittorie per 1-0 dove segnavamo e poi ci mettevamo dietro a difendere, dopo quella vittoria la squadra si è sciolta e ha fatto una cavalcata incredibile"

Bergomi parla anche della figura di Giovanni Trapattoni:

"Il Trap è andato un po' in difficoltà all'inizio, quando fummo eliminati dalla Coppa Italia: era l'anno delle Olimpiadi di Seoul e il campionato iniziò a ottobre, una delegazione della squadra andò a parlare con lui e tutti gli dicemmo "mister siamo tutti con lei, non dia retta a cosa dicono i giornali" gli scappò quasi una lacrimuccia, perché capì che eravamo veramente con lui.

"Lui era una grande persona, un grande uomo, un grande motivatore: ha saputo mettere bene insieme quella squadra. L'anno prima era andata così così e poi con cinque innesti siamo andati a vincere il campionato".

Lo Zio poi torna sull'importanza dei due tedeschi e rivela chi era il vero leader carismatico del gruppo:

"Matthaus è diventato campione del mondo e ha vinto il Pallone d'Oro mentre era da noi, Andy era il nostro vero regista, calciava benissimo sia di destro che di sinistro, quando davi la palla a lui non la perdeva mai, sapeva fare i cambi di gioco, te la metteva dove volevi, è arrivato a rimorchio di Matthaus ma fu un giocatore determinante per quella squadra.

"C'era un giocatore, arrivato all'ultimo, che ha tenuto il gruppo alla grande, che era Ramon Diaz. Ora i giocatori stanno in camera coi videogiochi, i telefoni: noi giocavamo a carte e lui coinvolgeva sempre tutti, sul pullman, a tavola ed era veramente una persona speciale da quel punto di vista, ma anche tutti gli altri sono stati giocatori straordinari, a partire dai miei compagni di nazionale".

Un'altra svolta fu la decisione di Trapattoni di spostare Gianfranco Matteoli dalla trequarti davanti alla difesa:

"Mettere Matteoli davanti alla difesa fu una svolta tattica, un po' come è poi successo con Pirlo, lui era trequartista e il Trap lo spostò dietro. Gianfranco mi diceva" Beppe tu dammi la palla, anche se ho l'uomo dietro non aver paura" e questo mi dava una sicurezza incredibile, anche lui fu una svolta in quel campionato".

Infine Bergomi analizza la figura di Ernesto Pellegrini da presidente dell'Inter:

"Pellegrini è stato un grandissimo presidente, una di quelle persone che ti lascia qualcosa, noi ancora oggi ci incontriamo e siamo ancora i suoi ragazzi, era una persona di riferimento che sapeva trasmettere tanti valori. Ha dovuto lottare col Milan di Berlusconi e non era facile, ha fatto un grossi investimenti e portato campioni, ha vinto la UEFA '91 dopo anni non si vinceva in Europa, quindi la sua presidenza è stata sicuramente positiva".

( Sky)