Biasin: “Bisogna difendere l’Inter”? Lo dimostrino. Lo facciano Icardi, Spalletti e chi…”

Biasin: “Bisogna difendere l’Inter”? Lo dimostrino. Lo facciano Icardi, Spalletti e chi…”

Il pensiero del noto giornalista sull’Inter

di Marco Astori, @MarcoAstori_

All’interno dell’edizione odierna di Libero, il noto giornalista Fabrizio Biasin ha analizzato così il momento dell’Inter dopo la sconfitta contro il Napoli e in vista della partita decisiva di domenica contro l’Empoli: “Ecco, detto che se vogliamo la situazione è pure più complessa di un anno fa (all’epoca c’era entusiasmo per un’occasione acchiappata all’ultimo, quest’anno depressione per una squadra che a Napoli… è stata deprimente), il punto non è questo. Il punto è che in una stagione dove molti hanno toppato e pochissimi hanno fatto il loro dovere appieno, è giunto il momento di vedere se, a un passo dal precipizio, le chiacchiere lasceranno spazio ai fatti. Guardiamoci in faccia: mister Spalletti sa perfettamente che il suo tempo sulla panchina dei nerazzurri sta finendo. Arriverà Conte non per questioni di «irriconoscenza» ma perché il nuovo amministratore delegato è stato chiamato per portare il suo «modello di calcio» e il suo «modello di calcio» non può prescindere dal tecnico con cui è riuscito a far risorgere la Juventus nel post-Calciopoli. Spalletti da tutto l’anno ribadisce il concetto: «Bisogna difendere l’Inter».

Ha ragione, lo dimostri in questo momento complicato, in cui potrebbe tirare i remi in barca e pensare ai fattacci suoi ma invece no, «bisogna difendere l’Inter» e ritrovare un po’ di quella grinta decisamente smarrita negli ultimi due mesi di campionato.
Fabrizio Biasin a Tiki TakaDove sono i gol? Lo faccia anche l’ex capitano Icardi, che prima si è sentito «vittima di un’ingiustizia», poi si è fatto da parte, ora è rientrato ma solo per le cronache e non certo per come ce lo ricordavamo. Domenica, presumibilmente, giocherà dall’inizio: la speranza è che l’Inter ritrovi quelle piccole certezze che a inizio stagione non l’avevano trasformata in un «nuovo Barcellona», ma in un gruppo assai pragmatico sì. E lo facciano anche tutti gli altri, anche quelli che sanno che Milano non sarà la loro futura città. In troppi quest’anno hanno messo davanti i loro interessi a quelli del gruppo e proprio lì Marotta vuole andare a colpire: fuori chi ha badato a se stesso, dentro qualche «vero uomo» in più. L’Inter attuale difetta a livello caratteriale ma ha un’ultima, importante occasione: può dimostrare a noi stronzoni da scrivania che è comodo processare quando non si è ancora scritto l’ultimo capitolo. E l’ultimo capitolo è domenica, a San Siro. C’è Inter-Empoli e «bisogna difendere l’Inter». Con i fatti”.

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