CorSera – Serie A, il contagio dopo la ripresa spaventa club e medici. Rischio causa per i diritti tv

Il quotidiano affronta il tema giuridico legato al contagio dei calciatori in caso di ripresa degli allenamenti

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

Il calcio resta sospeso“. Così titola il Corriere della Sera commentando la decisione del premier Giuseppe Conte e del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora di rinviare la ripresa degli allenamenti delle discipline di squadra. Ma il tempo stringe e le ultime due date buone per tornare ad allenarsi in gruppo sono il 18 e il 25 maggio, deadline fissata dalla Uefa per comunicare la data del ritorno in campo e il possibile cambio di formula.

Il Coronavirus cambia la passione dei tifosi? Secondo un sondaggio dell’Izi, in collaborazione con Comin e partners, il 64% degli italiani sarebbe contrario alla ripresa. Intanto la Serie A attende il pagamento dell’ultima rata dei broadcaster (Sky, Dazn e Img), programmata per il prossimo due maggio: se non lo facessero, la Lega è pronta a fare causa.

C’è poi da chiarire la questione legata al tema giuridico, che fa tremare club e medici: “Cosa succede se alla ripresa un giocatore contrae il virus e di chi sarebbero le responsabilità? – scrive il Corriere della Sera – Secondo il decreto Cura Italia, potrebbe essere considerato un infortunio sul lavoro e la società e il suo medico potrebbero essere chiamati a rispondere dei danni non coperti da Inail“.

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